Rocco Siffredi a 360 gradi. La star mondiale del porno incontra il FQMagazine. Fresco del successo tv di Siffredi Family e Siffredi Late Night Academy su La5, l’attore 52enne che ha interpretato 1600 film racconta il suo momento di serenità e soddisfazione, tra il mondo del porno che cambia, qualche acciacco dopo gli ultimi set prima del ritiro di un anno fa, e tanta voglia di ricominciare.

Rocco sa che Papa Francesco ha detto “Siamo tutti peccatori, la Chiesa non è una comunità di perfetti”. Tanta fatica a peccare poi la Chiesa ci accoglie tutti?
La Chiesa è fatta apposta per togliere i peccati altrimenti a che serviva? Se non c’erano peccatori non c’era nemmeno la Chiesa per redimerli.

Rocco Siffredi è credente?
Sono un credente, ma non ipocrita. Non uno che pecca tutta la settimana, poi la domenica va in chiesa, si leva i peccati e dal lunedì ricomincia tutto daccapo. Sono una persona che crede nella gente di cuore. Esistono bravi preti e missionari, ed esistono paraculi in tutte le salse anche nel mondo della Chiesa. Sembra qualcosa di molto simile alla politica. Io invece credo ad una religione personale non imposta dalle istituzioni.

Risbuca Rocco ragazzo che andava in chiesa a fare il chierichetto…
Mi ci mandavano i miei genitori con la speranza che diventassi prete. La religione mi ha influenzato. Però credo ci sia qualcosa dentro di me che va oltre. Perché altrimenti quando ci comportiamo bene abbiamo qualcosa nella coscienza che ci fa sentire meglio, e quando facciamo del male ne soffriamo? Questo sentimento molto forte in me, mi fa pensare che qualcuno ci ha messo su questa terra. La vita è un insegnamento. Passi questo periodo breve e probabilmente si capirà che ci sarà dopo.

Qual è il peccato più grande che si può compiere al mondo?
Non di certo la trasgressione alla norma, perché la Chiesa o Allah ti dicono che non va fatta. Credo invece sia quando fai molto male a qualcuno, crei dolore, fai soffrire altre persone. Io utilizzo solo un comandamento: non fare mai agli altri quello che non vorresti facessero a te. Non gioco mai coi sentimenti altrui. Non prendo per il culo nessuno, se non fisicamente. E quello va bene.

Soddisfatto del suo reality e dell’Academy su La5?
Era da tempo che pensavo ad un’Academy per mostrare alle persone che cos’è il porno by Rocco e soprattutto che è entertainment, un’altra fascia di cinema che lavora su una determinata emozione. Se tu metti De Niro e Pacino a fare un film porno dopo tre secondi che recitano il pubblico li vuole vedere calarsi le braghe. Così come l’horror deve farti spaventare e il comico ridere, noi dobbiamo farti eccitare.

Rocco docente di sesso…
Ero un po’ impacciato nell’insegnare ai ragazzi a diventare pornostar, ma questo nuovo ruolo mi ha trasmesso serenità. Il programma ha avuto su di me la funzione di un autoanalisi che mi ha fatto bene. Spero ci sia una seconda stagione. Sarà più dettagliata e soprattutto si rischia di rivedermi in action perché non ce la faccio più a stare dietro la macchina da presa.

Sta ripensando di tornare sul set dopo il ritiro ufficiale di un anno fa?
Forse ho fatto una stronzata. In realtà sono nato per fare questo lavoro, c’è poco da dire. Ogni volta che cerco di comprimere quello che provo e dire basta, c’è l’altra metà di me che spinge per ricominciare. Per ora non torno a fare l’attore, ma è dura.

Ma come fa a mantenersi a livello performativo sul set come vent’anni fa? Usa qualche aiutino?
Do sempre tutto fino alla fine. Finita la performance però soffro. Negli ultimi due tre anni la differenza l’ho sentita. Dopo una scena di 4/5 ore ho le gambe che non si tengono, il fisico dolorante, però di testa mi sento benissimo. Sono ancora vivo.

Eredi o successori di Siffredi?
James Deen è l’attore che più assomiglia nella gestione di una scena, dalle posizioni a cambiare di step per portare la donna al livello successivo. Oltre a Nacho Vidal e Manuel Ferrara, miei due discepoli creati a mia somiglianza, è l’unico che mi ha impressionato. Certamente è piccolino, fisicamente non potente, ma mentalmente forte. Purtroppo si è fregato un po’ da solo. Non credo a quello che dicono i giornali, cioè che sia un violentatore. Piuttosto credo che un ragazzo che dai 18 ai 28 anni ha girato ogni mese film porno abbia come trasformato la sua vita privata in pornografia. Ha continuato a fare James Deen anche a casa. Schiaffi, strangolamenti, sputi sono del personaggio sul set. Lui il personaggio però se l’è portato a casa.

Sesso estremo sì (“rough sex”) però per lei bondage mai…
I frustini non sono la mia materia. Io voglio avere un rapporto con la donna guardandola negli occhi, cercando di farle vivere un’esperienza che non si aspettava e che soprattutto vuole fare. Se non le interessa farlo nemmeno iniziamo.

Il web ha cambiato il porno?
Internet ha dato la possibilità a tutti di mostrare sfaccettature della propria sessualità e del piacere che non esistevano. In rete ci sono fetish assurdi, siti con situazioni surreali. Va di moda vedere ragazze che si vomitano addosso o il farting. Il web ha permesso l’apertura ad una sessualità che ad alcuni fa schifo, ma che fa fatturare. Pochissima gente dice la verità su quello che realmente gli piace. Siamo un mondo di sporcaccioni per i quali ancora il sesso è tabù. Dietro a un pc a vedere cose superstrane ci si va. Negli anni ottanta andare in una videoteca a chiedere una cassetta particolare c’era vergogna.

Ha un’attrice preferita, una vera pornostar nel suo cuore?
Il problema di oggi è che le donne vengono e vanno. Non c’è più la superstar che dura nel tempo. Dopo Sasha Grey che ha lanciato la moda della teenager cattiva abbiamo la brutta copia che è Valentina Nappi che usa la cultura, anche se nel porno parlare non serve più di tanto. Lo dico in Academy agli aspiranti pornostar: non parlate troppo con le attrici. Per fare il porno non è importante il cervello. Con questo non dico che tutte la attrici porno non capiscano niente. Figuriamoci. Purtroppo viviamo un momento storico in cui arriva sui set una marea di ragazzine giovanissime tutte uguali, formate con Youporn, e facilmente dimenticabili. Che siano italiane, francesi, russe, è come se avessero fatto la stessa scuola. Una volta c’erano star una diversa dall’altra. Oggi sono tutte molto preparate allo stesso modo, ma mancano di personalità. L’ultima vera star incontrata è Tory Black. Sembra una borghese milanese, maialissima e cattivissima se vuole, ma anche una grande attrice.

Con quante attrici ha “lavorato” nella sua carriera?
Calcolando i 1600 film girati, e almeno 7/8 donne diverse a film, in Orge romane ne avevo 100, facendo una media risultano 3/4 a film. Quindi sulle 5mila pornostar in tutto”

Panama Papers tema caldissimo. Rocco Siffredi ha qualche conto offshore?
All’ultima convention porno in Svizzera mi hanno chiesto se apro un conto nelle loro banche e io ho risposto che non ho abbastanza soldi per farlo. Personalmente ho lavorato con una offshore quando ero in Ungheria dal 1997 al 2004. L’Ungheria dava possibilità a nuove società europee che investivano di avere agevolazioni fiscali. E’ la stessa società che possiedo ancora oggi che dal 2004 abbiamo cambiato in srl, kft in Ungheria, per adeguarci alle leggi vigenti.

Possiamo dire che si può vivere bene da professionisti che fanno soldi pagando regolarmente le tasse?
Ma come no? Certo. Comunque gli attori porno guadagnano come un libero professionista dal lavoro dignitoso. Noi siamo diventati, parlo anche per i produttori, tutti dipendenti di questi multimilionari, ragazzi tra 30/40, che hanno monopolizzato e comprato tutti i portali sul web porno (Youporn, Pornhub, ecc…): guadagnano un milione di euro al giorno.