Entrando a S. Siro il colpo d’occhio è stato notevole. Per ragazzi abituati a giocare in una cornice di pubblico che raramente durante le gare di campionato raggiunge i 200-300 spettatori e in strutture assai meno prestigiose dello Juventus Stadium o dello stesso Meazza, la folla accorsa nell’ora del dopo-lavoro ad assistere alla finale di ritorno della Primavera Tim Cup ha dato sicuramente maggiore lustro alla coppa nazionale under 19.

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All’andata l’Inter di Vecchi, dopo il gol del vantaggio con il centrocampista Mattia Bonetto, dovette resistere più di un’ora di gioco al costante attacco bianconero, portando comunque a casa un risultato (0-1) importantissimo. Il ritorno in terra milanese sembra riprendere il finale di gara dell’andata, con l’Inter in palese difficoltà a incapace di creare gioco e con una Juve piena di iniziativa pronta ad innescare in qualsiasi momento le punte Favilli e Vadalà. Conseguenza inevitabile, il vantaggio degli ospiti con il cipriota Kastanos – sempre pericoloso e bravo negli inserimenti senza palla – che con un tiro dal limite supera il portiere Radu.

Ma come avviene spesso in prima squadra (quest’anno però senza grandi risultati), l’Inter affida la propria reazione alla forza e al talento dei singoli. E così, dopo che Manaj nel primo tempo spreca un paio di buone occasioni calciando malamente fuori, nella ripresa l’attaccante albanese s’inventa una rete da centravanti di razza, scartando in area mezza difesa juventina (portiere compreso) e insaccando a porta praticamente sguarnita. Un 1-1 che riavvicina sensibilmente l’Inter Primavera alla coppa, brava da quel momento in poi, a gestire il risultato, ma anche ingenua e sprecona in un paio di occasioni in contropiede e nell’azione che chiude la partita dello stesso Rey Manaj, colpevole di aver simulato in area di rigore: secondo giallo ed espulsione a 5 minuti dal termine.

Il forcing finale della Juve alla ricerca del gol vittoria spinge anche il portiere Emil Audero (già nel giro della prima squadra) nell’area avversaria, senza troppa fortuna. Anzi, sul rinvio del suo collega Radu è ancora l’Inter a violare la sua porta ormai incustodita con Loris Zonta, che fissa il risultato sul 2-1 tra il boato del pubblico di casa. Dopo 10 anni la Primavera Tim Cup torna nelle mani dell’Inter.

I minuti successivi al triplice fischi dell’arbitro evidenziano infine la tensione che correva in campo tra le due squadre: triste rissa tra le due panchine ed espulsione per Favilli (già visibilmente nervoso dopo il pareggio interista) e per il tecnico nerazzurro Vecchi. L’infinita rivalità tra l’Inter e la Juve continua anche in Primavera.