Due milioni e novecentottantamila euro: a tanto ammonta la retribuzione percepita dal presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, per l’anno 2015. La cifra è ufficializzata nella relazione annuale sulla remunerazione dei vertici del gruppo di Cologno Monzese. A Confalonieri, poi, sono andati anche 400mila euro come corrispettivo del patto di non concorrenza e 75mila euro per la carica di consigliere della controllata Mediaset España. Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset, ha invece incassato 1,380 milioni di euro.

Intanto sale l’attesa per la sigla dell’alleanza tra Cologno e il gruppo francese Vivendi che è anche primo azionista di Telecom Italia che secondo le indiscrezioni su cui la Consob non sembra interessata a far luce, sarà sancita da uno scambio azionario (attorno al 3%) tra le due società con l’ingresso di un rappresentante di entrambe nei rispettivi board: sul fronte italiano sarebbe in pole Pier Silvio Berlusconi, artefice dell’operazione insieme a Vincent Bollorè, presidente di Vivendi.

Al centro dell’intesa, che dovrebbe essere comunicata prima dell’assemblea di Vivendi del 21 aprile, la produzione di contenuti e la creazione di una piattaforma europea che possa fare concorrenza a Netflix, vista come il vero pericolo per le media company tradizionali. Vista la differenza di capitalizzazione tra i due gruppi il conguaglio a favore di Vivendi dovrebbe essere rappresentato dal passaggio a Vivendi di Premium, la pay tv di Cologno valutata attorno ai 900 milioni. Insieme a Canal plus dovrebbe contribuire alla realizzazione di una pay tv di respiro europeo in grado di fare concorrenza a Sky Europe.