In assenza di una politica organica per la riduzione dell’impatto ambientale delle automobili, ci provano i Comuni e il Ministero dell’Ambiente a fare qualcosa, anche se di non proprio risolutivo. Si tratta della trasformazione a GPL dedicata alle vecchie auto e i soldi sono quelli dell’Iniziativa Carburanti a Basso Impatto, un fondo istituito nel 2000 e rifinanziato per l’ultima volta nel 2005 con 20 milioni di euro.

Il fondo aveva esaurito le sue risorse nel 2012, ma ora, sotto forma di “residuo” è saltato fuori un altro milione e ottocentomila euro, che dovrebbe bastare per circa 4.500 vetture. La cifra che si può ottenere è di 500 euro per il GPL e di 650 euro per il metano, dei quali 150 euro sono a carico delle officine di installazione sotto forma di sconto. Ne hanno diritto le auto Euro 2 ed Euro 3 immatricolate dopo il 1° gennaio 1997, sia che appartengano a persone fisiche che a persone giuridiche.

Per accedere all’incentivo bisogna essere residenti in uno dei 674 comuni aderenti all’Accordo di Programma tra il Ministero dell’ambiente e la Convenzione tra Comuni, dopodiché bisogna rivolgersi a un’officina aderente che, previa verifica della disponibilità dei fondi e ottenuto il codice di prenotazione attribuito a ogni intervento, comunica al beneficiario quando potrà effettuare la trasformazione.

Il contributo viene accantonato in ordine cronologico di ricevimento della domanda di prenotazione e viene poi detratto ed evidenziato in fattura come sconto sul prezzo della trasformazione; non si può cumulare con altre forme di agevolazione statali ma può andare a sommarsi a iniziative locali o private.

Dei fondi totali a disposizione, 300,000 euro sono dedicati ai veicoli commerciali leggeri (con peso inferiore alle 3,5 tonnellate); non sono previsti sconti da parte degli installatori e in questo caso l’incentivo sale a 750 euro per le trasformazioni a GPL e di 1.000 euro per quelle a metano.

Da ultimo la notizia forse più interessante, quella delle trasformazioni “dual-fuel” anch’esse coperte da incentivi. Sono quelle in cui il GPL o il metano viene installato su motori diesel e prevedono l’uso combinato dei due carburanti. In Italia finora la sperimentazione non era consentita, mentre ora su alcuni veicoli pesanti verranno anche testati i dispositivi portatili di misurazione delle emissioni (PEMS), ovvero gli stessi utilizzati per i nuovi test RDE (Real Driving Emissions) per verificare i valori reali di emissione dei veicoli nelle prove su strada. Sorvegliato speciale sarà il particolato (PM), con l’obiettivo di rendere sostenibili tutti quei veicoli commerciali che altrimenti sarebbero colpiti dai blocchi del traffico in diverse zone di Italia.