Se i pronostici della Formula 1 2016 fossero una griglia di partenza, in pole position ci sarebbe senza dubbio Lewis Hamilton, bicampione del mondo in carica. E a fianco a lui il compagno di squadra Nico Rosberg. Ma subito alle loro spalle scatta la rossa di Sebastian Vettel, e magari anche quella del più attempato Kimi Raikkonen. La nuova stagione delle quattro ruote – la più lunga di sempre, con un calendario da 21 gran premi – vivrà soprattutto sull’annunciato duello Mercedes-Ferrari: se il Cavallino riuscirà a tornare competitivo e ad insidiare il primato tedesco, ci sarà da divertirsi. Altrimenti bisognerà accontentarsi della sfida interna tra Hamilton e Rosberg, col rischio concreto che sia l’ennesimo duello edulcorato, in cui lo scudiero cede il passo al padrone. Con buona pace dello spettacolo che manca da troppo tempo.

Si parte domenica 20 marzo dall’Australia, si chiude il 27 novembre ad Abu Dhabi. In pista 11 team, con l’esordio assoluto della statunitense Haas e il ritorno della Renault, e 22 piloti: tanti giovani, molti figli di papà. Alla fine solo tre, o al massimo quattro, candidati al titolo. Il grande punto di domanda è quanto la Ferrari sia riuscita a colmare il gap dalla Mercedes: il distacco si è ridotto nel 2015 ma non abbastanza per lottare per il mondiale. Ora la situazione potrebbe essere diversa, ma la verità è che con i pochi giorni di test effettuati nessuno conosce veramente il valore proprio e degli avversari. La Mercedes è la scuderia che ha interpretato meglio il passaggio ai motori ibridi, da cui deriva il dominio delle ultime due stagioni. La Ferrari, dopo un 2014 disastroso, ha lavorato duro e adesso, a detta degli esperti, è più vicina. Quanto lo si comincerà a capire solo a Melbourne: Niki Lauda, presidente Mercedes, ha parlato di “due-tre decimi di vantaggio”, Hamilton continua ad indicare in Rosberg il suo rivale principale. Si vedrà.

Dietro si annuncia bagarre: se è difficile fare pronostici sui due team maggiori, figuriamoci sugli altri, tra cui la debuttante americana Haas. Nel precampionato i tempi migliori li ha fatti segnare la Williams, che già l’anno scorso era stata la terza forza: il giovane finlandese Bottas è in ascesa e punta come minimo a confermare il quinto posto del 2015. La Red Bull, che aveva dominato dal 2010 al 2013 prima di sprofondare nell’anonimato, sembra aver risolto almeno in parte i suoi problemi e potrebbe inserirsi nella lotta al podio, di tanto in tanto. Il ritorno della Renault, invece, è un’incognita: raccoglie le macerie della Lotus e di una stagione difficile. Mentre la McLaren, nonostante la presenza di due piloti come Alonso e Button, appare in difficoltà: “Non faremo parte della lotta per il titolo”, ha ammesso Ron Dennis.

La casa britannica punta sull’esperienza dei due ex campioni del mondo per risollevarsi, ma nel panorama generale dei piloti prosegue l’opera di svecchiamento: il più vecchio è proprio il ferrarista Kimi Raikkonen (che quest’anno si gioca la riconferma), sono rimasti solo sei over 30, mentre i nati negli anni Novanta sono addirittura 11. Il più giovane, l’olandese Max Verstappen della Toro Rosso (classe ’97), è uno dei tanti figli d’arte del circuito (sono addirittura cinque in totale): suo padre Jos correva a cavallo tra anni Novanta e Duemila, senza particolari fortune; il suo erede promette di far meglio. Difficilmente, invece, il suo compagno di scuderia Carlos Sainz junior riuscirà ad eguagliare i trionfi del padre, storico campione di rally. Mentre Jolyon Palmer, più che per la genealogia (è figlio di Jonathan, pilota della Tyrrell negli anni Ottanta) o il curriculum non eccelso, cattura l’attenzione per la sua storia: a 16 anni ha perso un rene in un incidente in quad, ma non ha rinunciato ad inseguire il suo sogno fino a guadagnarsi il volante della rinata Renault.

Dettagli di contorno. Meno marginale rischia di essere l’ennesima rivoluzione del regolamento voluta da Bernie Ecclestone, e il sistema di qualificazione ad eliminazione progressiva che piloti e scuderie guardano di cattivo occhio. Sabato si capirà se il nuovo meccanismo servirà a rivitalizzare lo spettacolo o risulterà semplicemente una roulette russa poco sensata. In un caso nell’altro, la griglia di partenza dei pronostici è pronta ad essere sostituita da quella vera del Gp d’Australia. Il primo semaforo verde della stagione. Mercedes contro Ferrari, si parte: “Abbiamo un unico obiettivo – ha dichiarato Sergio Marchionne, l’ad di Fca –, riportare il titolo a Maranello: non so quando succederà, ci proveremo da subito”. La sfida comincia, o almeno si spera.

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