“Si tratta di un soggetto estremamente veemente e anche abbastanza pronto ad affrontare dei rischi” così il procuratore di Campobasso, Armando D’Alterio, descrive il somalo ventiduenne arrestato mercoledì a Campomarino per terrorismo. Secondo il procuratore il giovane imam era in attesa di “ordini dall’alto” sul come procedere. “Non è sicuramente un tipo non controllato, non è un pazzoide: fino ad adesso si è trattenuto in attesa di sviluppi. Avrebbe proceduto se avesse avuto degli ordini dall’alto”. ha concluso D’Alterio.

L’avvocato Antonio Di Rienzo, legale del ragazzo lo ha descritto come una persona “molto sicura di sé. Non traspare in lui nessuna emozione e non so se questa è una reazione di facciata o se lui invece non si rende conto di quanto è accaduto”. L’udienza di convalida del fermo è stata fissata per venerdì, per questo il legale non si sbilancia sull’evolversi della situazione: “Quando avrò accesso ai faldoni avrò un quadro più chiaro della vicenda” ha spiegato all’Ansa, sottolineando che “lo stralcio di intercettazioni che ho visto finora non dice nulla, ma ce ne saranno probabilmente altra che io ancora non ho potuto visionare”.

Di Rienzo in giornata andrà in carcere per parlare con il suo assistito: “Il problema è che lui ha difficoltà nel comprendere l’italiano e quindi dovrò presentare una istanza al gip per andare nel penitenziario con un interprete”, conclude.

A dare il via alle indagini della Digos, durate due mesi, la segnalazione di altri profughi del centro di accoglienza molisano nel quale risiedeva il ventiduenne, insospettiti e allarmati dalle affermazioni e dal comportamento del compagno. In queste ore gli investigatori stanno completando gli accertamenti, verificando i contatti del somalo in Italia e all’estero: l’attenzione è concentrata sui dati del telefono sequestrato dalle forze dell’ordine. Per la procura, infatti, i viaggi che il ragazzo aveva in programma “erano probabilmente di avvicinamento a possibili zone di attentato purché gli fosse arrivato il placet definitivo dall’alto”.

Dalle indagini è emerso anche che il giovane invitava gli altri ospiti del Centro di accoglienza molisano ad azioni violente e spingeva chi lo ascoltava alla jihad. Un’azione “intensa e veemente di proselitismo” ha commentato D’Alterio, dopo l’arresto. Ma non solo, il ventiduenne esaltava anche gli attentati terroristici di Parigi e il martirio, invitando gli altri ospiti a seguirlo prima a Roma e poi in Siria. Nella sua stanza gli agenti hanno registrato con una telecamera nascosta l’uomo mentre guardava diversi video nei quali si susseguivano immagini di attentati.