Si sentiva la mancanza di suv? In Audi hanno deciso di si, per almeno un paio di ragioni. La prima è che il comparto degli sport utility è dato in crescita dagli analisti di almeno il 10% nel mondo nel prossimo quinquennio, al punto che “anche in Europa il tradizionale dominio delle berline sta per essere messo in discussione dall’ascesa dei suv”, spiega l’amministratore delegato della filiale italiana Fabrizio Longo.

La seconda sta nel completamento della gamma suv/crossover, la “Q”, che attualmente pecca proprio nella mancanza di un modello dalle dimensioni contenute: lungo più o meno quanto una citycar, per intenderci. I 4,19 metri di lunghezza della nuova Q2, in vendita da novembre nelle concessionarie italiane, andranno a colmare proprio quella lacuna lì.

Per quanto riguarda i motori, la scelta sarà ampia. La gamma benzina comprende un tre cilindri TFSI da 1 litro e due quattro cilindri da 1,4 e 2 litri. Sul versante diesel ci sono i 4 cilindri da 1,6 e 2 litri. Le potenze sono comprese tra 116 e 190 cavalli. In alternativa al cambio manuale a 6 marce, è poi disponibile su tutti i motori il cambio a doppia frizione S tronic a sette rapporti.

Ma non è tutto. Con la Q2 si è perseguita anche un’altra strategia: portare su un suv compatto premium tutti i contenuti tecnologici dei comparti superiori. Soprattutto per quanto riguarda il pacchetto “digitale”: l’infotainment può contare infatti sull’interfaccia col proprio smartphone, Apple Carplay, Android Auto e connessione wi-fi 4G LTE ultra veloce. Oltre naturalmente al virtual cockpit, prima assoluta su un segmento del genere, schermo da 8”, virtual display e una messe di sistemi di assistenza alla guida tra cui spicca il pre sense city, già sperimentato sulla nuova A4.

Quanto tutte queste dotazioni andranno a impattare sul prezzo finale dell’auto, ancora non è dato sapere: come detto la Q2 arriverà in autunno, dunque è ancora prematuro parlare di listini. Anche se verranno predisposti pacchetti appositi per esaltarne le qualità a seconda dei gusti: comfort,stile, sportività, high tech.

Qualche previsione, invece, in Audi Italia l’hanno fatta riguardo alle vendite. Più precisamente, spiega Longo, “sulla percentuale incrementale che quest’auto porterà: attualmente la gamma Q vale il 35% delle nostre immatricolazioni totali. Con la Q2 prevediamo di salire al 45%”.

Il tutto, nell’anno della piena commercializzazione di modelli come A4 e Q7, nonché del rilancio dell’elettrico (il primo suv a batteria dovrebbe arrivare nel 2018) e della tecnologia fuel cell a idrogeno.

Ma soprattutto nella stagione successiva allo scandalo dieselgate. Il bilancio del 2015 della casa di Ingolstadt, parla di utili per 4,8 miliardi di euro, in calo del 6% rispetto ai 5,1 del 2014. A fronte, tuttavia, di una crescita delle immatricolazioni: Audi ha venduto 1.800.000 macchine nel 2015, 300 mila in più delle previsioni. Numeri che non suonano come un grosso ridimensionamento, nonostante tutto quello che è successo.