Le unioni civili arrivano in porto un po’ stralciate. Le osservo pensando che sono passati quasi 24 anni da quando le abbiamo lanciate, in piazza della Scala a Milano, e le guardo dall’altro lato del Mediterraneo, da Sousse dove sono venuto a processo d’appello contro sei ragazzi tunisini accusati di atti omosessuali (art. 230 del codice penale). Come dire: tentiamo uno sguardo prospettico.

Seguo sui social le animate polemiche. Colpa dei Pd, colpa di 5 stelle. Le discussioni politiche, anche di tecnica politica, mi appassionano. Mi verrebbe da dire che è colpa anche di come è stato votato ed eletto il Senato, visto che alla Camera il Cirinnà sarebbe passato così com’era, tutto. O no? Forse si è dimostrata sbagliata anche la mossa di metterlo prima al Senato. Premesso dunque che il disegno di legge poteva passare, non era impossibile vorrei allargare un attimo il punto di vista. Pd da un lato e 5 stelle dall’altro non si sono accordati anche perché hanno in qualche misura avvertito che la “stepchild” non era abbastanza popolare. Insomma: se la legge deve riflettere il punto di vista prevalente, quello che sta uscendo al Senato è un compromesso che corrisponde pienamente ai sentimenti prevalenti nell’opinone pubblica italiana, Arcobaleno di Sanremo per le coppe gay e lesbiche, su questo da tempo l’Italia era matura per entrare in Europa. Ma stop di perplessità sulle adozioni. Per due motivi che si sommano, e che hanno un punto in comune, una preoccupazione ossessiva per i bambini che non ammette discussioni. C’è quello più banale, e tutto sommato omofobico di chi non si capacita che il bimbo possa crescere bene con due papà o due mamme. La maggioranza degli italiani la pensa ancora così. E questo nonostante migliaia di studi e di perizie, nonostante le esperienze di tutti i paesi avanzati, nonostante la Corte Europea.

E’ qui che faccio scattre il paragone con la situazione tunisina. E’ appena uscito un sondaggio secondo quel 65% dei tunisini vuole che gli atti omosessuali continuino a essere reato. Certo, magari non è circostanziato, magari non si è scavato il tema del carcere, ma la maggioranza è quella. E allora come vuoi che si accordino i partiti principali per abolire il reato? Tutt’al più potranno cercare di trovare un sistema per evitare il carcere, che indigna l’Europa, senza dirlo chiaramente all’opinione pubblica. Su un terreno più arretrato in Tunisia, è la stessa cosa che accade con le adozioni in Italia. Se per democrazia si intende semplicemente che deve prevalere il volere della maggioranza, eccoci. Ma la democrazia è anche pedagogia, è anche rispetto dei diritti umani, non è solo il volere della maggioranza. I diritti umani devono prevalere.

Dicevo che le adozioni in Italia sono state fermate anche per un secondo motivo. Più nuovo, più trasversale, quasi di moda. E’ il movimento internazionale, molto francese ma non solo, Stop Surrogacy Now, proibire la Gestazione per Altri. Questo movimento, che ha finito per abbattersi contro le adozioni gay, che ha finito per dare argomenti nuovi e quasi da ecologisti “bio” ai cattodem e ai catto centristi e persino a Gasparri, non è un banale e sorpassabile riflesso del pregiudizio e della ignoranza. E’ una nuova agguerrita caccia alla vera o presunta mercificazione del corpo. Nelle sue motivazioni merita di essere discusso e affrontato con calma. C’è il rischio che con l’argomento della non-mercificazione si torni moralisticamente a trincerarsi negli schemi, senza rispettare i soggetti, da “l’utero è mio e me lo gestisco io” a “l’utero tuo ti dico io cosa puoi farne o no”. Questo movimento Stop Surrogacy Now è analogo alle campagne di tipo nuovo contro la prostituzione e per una interpretazione estensiva della pedofilia. Vagheggia un probizionismo totale probabilmente ingestibile. Tecnicamente c’entrava poco con la adozione del figliastro, ma c’entrava a sufficienza per condizionare la battaglia di opinione.