In pochi mesi i vertici della sanità lombarda sono stati tutti colpiti, a prescindere dai partiti. La giunta Maroni che gestisce con la sanità il 75% dei soldi dei cittadini perde i pezzi ma non molla. Prima l’arresto dell’assessore alla Sanità Mario Mantovani di Forza Italia per appalti truccati. Il presidente Maroni tiene la delega alla Sanità mentre viene riscritta una nuova riforma. L’incarico viene affidato ad uno dei suoi fedelissimi, il medico leghista Fabio Rizzi, che viene arrestato oggi sempre per appalti truccati.

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Nel mandato d’arresto il gip scrive: “Tutto ciò porta a concludere per un’elevata pericolosità sociale di tutti i soggetti coinvolti, ciascuno nella propria funzione incuranti degli interessi pubblici sacrificabili, in ragione del proprio interesse anche a discapito, in concreto, della salute pubblica attraverso la fornitura di servizi e materiali scadenti o con costi superflui per la collettività”.

Conobbi Fabio Rizzi, che mi invitò nel suo ufficio in Regione Lombardia nel 2014, quando stava iniziando a scrivere quella riforma sanitaria passata con un sotterfugio: chiesero all’opposizione di ritirare gli emendamenti che l’avrebbero bloccata dando la scelta dei membri dell’agenzia di controllo a M5S, Pd e Patto Civico. E loro accettarono non pensando che avrebbero scelto loro ma su nomi “filtrati” dalla maggioranza. Gli illustrai il mio sistema di controllo, pubblicato nel 2003 e 2008, sui pazienti e non sulle cartelle cliniche che ritenevo valida partenza per la nuova agenzia di controllo. Gli illustrai diffusamente History Health come metodo di gestione soggettiva dei dati sanitari. Mi sembrava attento ed interessato ma alla luce dei fatti sicuramente “rideva” pensando alle mie idee “pulite”.

Successivamente partecipai al filtro dei candidati dell’agenzia di controllo, pur non avendo le caratteristiche che solo politici e amministrativi di lungo corso hanno. Non passai nemmeno il primo traguardo.

Ora come si può pensare di poter accettare di avere una riforma sanitaria scritta da un signore che utilizza l’attività pubblica, come dice il giudice, che “diventa l’occasione per ottenere, se non quando esigere, pagamenti illeciti la cui consistenza e la cui programmata entità sono tali da richiedere la costituzione di società estere ove fare convogliare il denaro frutto della ben più remunerativa attività illecita parallela a quella pubblica”?

Come si può non pensare che l’agenzia di controllo della riforma Rizzi, costruita ad arte, non controlli un bel niente per continuare a sfruttare la salute dei cittadini a fini personali?
Come si può non pensare che ci sia a breve la possibilità che i dati sanitari dei pazienti, ad arte affidati ad Istituzioni regionali come Lombardia Informatica, non possano essere utilizzati a fini personali?
Maroni ha ancora il coraggio di resistere e di difendere gli indifendibili? Vuole riscrivere veramente una riforma sanitaria seria? Vuole ascoltarmi?