La Ford Focus RS è una macchina che fa bene all’autostima. Ti fa sentire un pilota anche se non lo sei. Ti permette di fare il drift come Ken Block – che fra l’altro ha contribuito al suo sviluppo – la prima volta che ti cimenti. Si comporta in maniera così sicura e prevedibile, che se la porti in pista ti diverti come un bambino. Intento confermato dal capo del progetto Jürgen Gagstatter, che spiega come nello sviluppo della RS l’obiettivo fosse quello di realizzare un’auto sicura e divertente, prima ancora che performante. “Per i nostri clienti, questa non è la quarta o quinta auto del garage, ma molto spesso la prima macchina”, dice Gagstatter. “Non la comprano i piloti ma gli appassionati, quelli che amano guidare”.

Per questo, la Focus RS declina la sua esuberanza in quattro diverse forme, 4 “driving mode”: in Normal, è una pratica berlina a cinque porte – d’accordo, con un gigantesco spoiler posteriore e 350 CV sotto il cofano – che si può usare senza troppe difficoltà per andare al lavoro o per portare i bambini a scuola. Quando la strada è libera e le curve invitanti, si può passare a Sport: lo sterzo diventa più diretto, il motore spinge di più e lo scarico inizia a scoppiettare. A proposito, il sound della Focus RS è spettacolare: per dirlo con le parole del tecnico Ford, l’iniezione è stata ottimizzata per i “pops, burbles and bangs”, termini onomatopeici perfetti per descrivere i borbottii e gli scoppi che si sentono in rilascio.

Fin qui, su strada. Ma il cliente tipo della Focus RS ogni tanto vuole scatenarsi in pista, ed è lì che serve la modalità Race. Il motore si fa più nervoso e reattivo, il controllo della stabilità diventa molto permissivo (volendo si disattiva del tutto) e gli ammortizzatori si irrigidiscono. Abbiamo guidato la Focus RS sul circuito di Valencia – quando diciamo “ti diverti come un bambino”, parliamo per esperienza – e lì abbiamo potuto apprezzare il meglio del sistema a quattro ruote motrici con torque vectoring e due frizioni sul differenziale posteriore, per gestire singolarmente le ruote. La trazione non ti abbandona mai, nessun sottosterzo. Ti senti libero di portare l’auto (e te stesso) al limite perché sai che la macchina ti seguirà sempre senza sorprese. Il cambio manuale farà forse perdere qualche centesimo rispetto a certi automatici, spiega il tecnico Ford, ma non importa: il “pilota della domenica” deve potersi sfogare anche con la leva del cambio. Fra l’altro senza fatica: la frizione è leggera e per sterzare non servono le braccia di Hulk.

Divertimento, dicevamo. Beh, l’ultimo dei modi di guida non ha nessun’altra giustificazione: si chiama Drift e serve, per capirci, per derapare slittando lateralmente e facendo fischiare le gomme. Che fra l’altro la Michelin ha sviluppato appositamente per la Focus RS – quelle di serie si chiamano Pilot Sport Cup 2 – rinforzandone la parte esterna per sopportare al meglio questo genere di maltrattamento. Come per il Launch Control (la funzione per scattare da fermi, che naturalmente non manca), anche con il Drift il segreto è non aver nessun riguardo per l’acceleratore: giù tutto, si ruota un po’ il volante e il gioco è fatto, perché ci pensa la RS a portare tutta la trazione sulla ruota esterna. Una chicca da veri appassionati, e la migliore attrazione per chi considera la sua macchina un piccolo parco divertimenti.

Ford Focus RS – la scheda

Il modello: è la versione più sportiva della compatta Focus, fa parte della linea Ford Performance
Motore: quattro cilindri turbo, iniezione diretta di benzina, 2.3 Ecoboost da 350 CV e 440 Nm di coppia massima (470 con l’overboost), abbinato al cambio manuale a sei marce e alla trazione integrale
Massa: 1.599 kg di peso in ordine di marcia
Prestazioni: velocità massima 266 km/h, 0-100 in 4,7 secondi
Consumo omologato: 7,7 litri/100 km nel ciclo combinato, 175 g/km di emissioni di CO2
Prezzo: da 39.500 euro. Di serie cerchi in lega da 19”, allarme, sedili sportivi rivestiti in pelle, sistema frenante Brembo, clima bizona, sistema multimediale Synk2 con touchscreen da 8”