Il massiccio dispiegamento di polizia, i tafferugli, due persone denunciate a fianco di un furgone in cui sono stati ritrovati fumogeni, una mazza da baseball e striscioni rinforzati. La visita di Matteo Salvini in Sardegna ha scatenato tensioni e scontri tra forze dell’ordine e manifestanti del Coordinamento antifascisti cagliaritano, scesi in piazza per contestare l’arrivo del leader della Lega, oggi nel capoluogo sardo per l’inaugurazione del circolo a lui dedicato. Il corteo di antifascisti, dopo l’appuntamento iniziale sotto il palazzo della Regione in viale Trento, si è diretto nei pressi del circolo in viale sant’Avendrace, presidiato dalla polizia in tenuta antisommossa, e lì i manifestanti hanno lanciato uova con vernice contro le forze dell’ordine e fatto esplodere una grossa bomba carta, oltre a danneggiare due bancomat.

Qui, dopo il lancio da parte di qualche manifestante di vernice e fumogeni, i militari hanno deciso di caricare il corteo, disperdendolo. Tra i partecipanti al corteo anche il segretario regionale del Prc Giovannino Deriu: “Sono qui per dire che Salvini è indesiderato in terra sarda, e la protesta di oggi lo dimostra”, ha detto ai cronisti.

Denunciate due persone, un 42enne e un 28enne, bloccate alla mattina dalla Polizia accanto a un furgone a bordo del quale sono stati trovati fumogeni, una mazza da baseball e striscioni rinforzati. Il mezzo è stato individuato in via Porcel, a Castello, accanto il proprietario e il giovane. Gli agenti della volante lo hanno perquisito trovando la mazza metallica, striscioni con scritte “A fora sa Lega”, e “Sardegna Antifascista”, alcune cassette di arance, i fumogeni e striscioni rinforzati trasformati in scudi per aggredire le forze dell’ordine.