VIOLENZA CONTRO DONNE675

Mentre le piazze si riempiono, più che di numeri di livori, mentre i detentori delle verità si scambiano denunce di intolleranza, omofobia, cattofascismo, comportamenti contronatura e via accusando, nessuna mobilitazione di pari sentimento mi sembra di rilevare mai per la violenza di genere. Non me ne voglia nessuno, senza nulla togliere all’importanza di certe tematiche, constato la presa che hanno sulla gente (l’emotività premia più del pensiero) e non posso non provare una certa forma di distanza per tutte le modalità che prediligono la derisione, l’insulto, la presunzione, a prescindere dalla presa di posizione.

Negli ultimi due giorni tre donne sono state vittime della violenza degli uomini. Una donna è stata strangolata dall’ex nel catanese, un’altra uccisa a coltellate dal marito, andatosi poi a schiantare in auto e morendo, a Brescia, e infine, a Pozzuoli, una terza, incinta all’ottavo mese, è stata aggredita dal compagno che le ha dato fuoco ed ora è in gravi condizioni, mentre la bimba è stata fatta nascere e, almeno lei, sta bene.
Non è un’epidemia e nessuno è uscito fuori di testa, questa è la realtà, che balzi in cronaca, in determinati frangenti, non toglie nulla al fatto che la violenza sulle donne è un fenomeno strutturale, trasversale, a tratti invisibile e accettato.

Mani nude, coltello e fuoco, queste le armi per uccidere, facilmente a disposizione di chiunque, non bisogna ingegnarsi, anzi è proprio il pensiero che viene eliminato perché si possa agire. Non pensare e farsi guidare dalla rabbia, volendo è tutto immediato. Il pensiero forse arriva dopo, ma ormai è troppo tardi e qualsiasi pena scontata da chi uccide non riporterà mai in vita chi è stato ucciso.
Condannare non basta, bisogna farsi promotori di un cambiamento culturale, la non violenza è una possibilità, non un destino, bisogna saper scegliere, bisogna insegnare a scegliere, bisogna far capire che si può scegliere. Agli uomini e anche alle donne. Certo una poilitica più attenta e un ministero delle Pari Opportunità aiuterebbero.
In questo momento, mentre io scrivo e voi mi leggete, ci sono donne che non possono sentirsi al sicuro nella loro intimità domestica. Io talvolta le incontro, le intuisco e non solo professionalmente. La violenza è visibile agli occhi di chi vuole vederla. Tante, troppe volte, non posso fare niente.

In questi due giorni non sono state aggredite solo tre donne, tre donne sono arrivate alla cronaca, ma, in questi due giorni, migliaia di donne hanno subito qualche forma di violenza, anche se non sono arrivate a fare notizia e il loro vivere è anche un po’ morire.

Di amore non si muore mai e soprattutto non si ammazza.