L’umanità è strana: tramandiamo storie dimenticando i particolari veramente interessanti. I tedeschi dicono che il diavolo si nasconde nei particolari, io aggiungo che anche Dio si nasconde nei particolari.

Colombo per convincere la Regina di Spagna a dargli le navi per tentare l’attraversata dell’oceano Atlantico sfidò i saggi di corte a far stare dritto in equilibrio un uovo. Nessuno ci riuscì e lui mostrò che non conoscevano una particolarità della natura delle uova che permetteva di farle stare dritte. La storia è nota ma pochissimi sanno come lui ci riuscì.

Per anni ho creduto che Colombo si fosse limitato a sbattere un poco l’uovo sul tavolo in modo da incrinare il guscio, ma poi un ragazzino mi svelò il segreto, perché se Colombo si fosse limitato ad ammaccare l’uovo avrebbe dimostrato sfrontatezza e non una conoscenza particolare e col cavolo che la Regina gli avrebbe dato le navi. Esiste un altro modo semplicissimo per riuscirci: è sufficiente agitare forte l’uovo per un minuto così l’albume e il tuorlo si mischiano con la piccola bolla d’aria che c’è dentro ogni uovo, le parti più pesanti vanno verso il basso, le parti più leggere miscelate con l’aria finiscono nella parte superiore, il baricentro così si abbassa e l’uovo sta in equilibrio (come dimostro nel video qui sotto).

[English version]

Un’altra storia che si tramanda senza raccontare il come è quella della fondazione di Alessandria come incredibile trappola grazie alla quale il popolo milanese riuscì a distruggere l’esercito imperiale di Federico Barbarossa. Nei libri di storia si è perduto il racconto dei particolari di questa trappola, anche perché si preferisce non dare troppa importanza alle vittorie degli umili contro i potenti. I particolari di questa incredibile impresa sopravvivono però nella tradizione orale che racconta di una città costruita su barche e zattere che galleggiava sopra un acquitrino, con mura di legno che avanzavano e indietreggiavano, e tre dighe costruite apposta per essere usate come armi da guerra (vedi qui tutto il racconto).

Un’altra storia, della quale ho smarrito i riferimenti, è quella di un grande maestro zen famoso per essere il miglior spadaccino del Giappone. Stanco di uccidere i bellimbusti che lo sfidavano a duello per diventare famosi si ritirò in un monastero sulle montagne. Ma un giovane presuntuoso lo scovò anche lì e lo affrontò sfidandolo. Allora il maestro disse: “Prima di accettare la tua sfida devi dimostrami il tuo valore. Combatterò con te solo se riuscirai a fare quel che ora ti mostro”. Prese quindi un fascio di steli di paglia di riso e li dispose in modo tale da formare un cubo sul quale si sedette. Poi si rialzò e sparpagliò gli steli. Lo sfidante non riuscì a ricostruire il cubo e da quel giorno il maestro non dovette uccidere più nessuno.
Anche in questo caso non è noto come il maestro riuscì a realizzare il cubo di steli di paglia. Qualcuno sa dirmi il nome di questo maestro e magari anche la tecnica che utilizzò per realizzare il cubo?

Conosci altre storie simili delle quali si tramanda la sintesi senza raccontare il modo?
Credo che diffondere queste storie sia importante, possono far venire nuove idee e aumentare la fiducia delle persone per la possibilità di realizzare imprese apparentemente impossibili.