Missili Iran nel Golfo Persico

L’azienda italiana Aviogei, con sede ad Aprilia (Latina), ha consegnato la prima gru semovente per il sollevamento e la manutenzione destinata all’F-35 Lightning II. Lo ha fatto sapere direttamente con un comunicato la Lockheed Martin che ha deciso di puntare sulla nostra azienda tricolore per il programma più costoso della storia dell’aviazione. Per la Lockheed il 2016 è ripartito come meglio non credeva mettendo in crisi diversi competitors.

L’Agenzia americana – DSCA-Defense Security Cooperation Agency – ha notificato al Congresso la vendita di missili Hellfire all’Iraq per un valore di 800 milioni di dollari. Secondo l’accordo, l’Iraq ha chiesto la fornitura di 5.000 missili AGM-114K/N/R Hellfire, dieci 114K M36E9 e attrezzature varie. La Lockheed Martin servirà come contraente principale. La vendita migliorerà la capacità critica delle forze di sicurezza irachene a sconfiggere Isis. Prodotto nello stabilimento della Lockheed in Alabama, l’AGM-114 Hellfire è un sistema missilistico di precisione, multiuso, aria-terra. Nel 2015 gli Stati uniti hanno approvato vendite simili dal valore di 146 milioni di dollari al Libano e 30 milioni di dollari per la Francia. Quest’ultima aveva richiesto 200 missili AGM-114K1A Hellfire con contenitori e mezzi di trasporto mentre il governo libanese ne aveva richiesti 1.000 insieme con i pezzi di ricambio e riparazione, assistenza e formazione del personale, logistica e supporto del programma. La Lockheed ha chiuso il 2015 in modo straordinario rispetto anche all’ultimo trimestre del 2014. Nel secondo trimestre del 2015 Lockheed Martin, che aveva separatamente annunciato l’acquisizione di Sikorsky Aircraft da United Technologies per 9 miliardi di dollari, ha visto crescere i profitti del 4,5%, superando le previsioni degli analisti.

Per il gruppo si tratta dell’acquisizione più grande da quando comprò Martin Marietta, per circa 10 miliardi di dollari una ventina di anni fa. Si tratta inoltre di una delle quattro operazioni più grandi da quando Dealogic ha iniziato a tenerne traccia nel 1995. Sikorsky è famoso per i suoi elicotteri Black Hawk. La Lockheed è il maggiore fornitore del Pentagono (produce tra gli altri i cacciabombardieri F35), ha riportato profitti netti per 929 milioni di dollari, 2,94 dollari per azione, contro gli 889 milioni, 2,76 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente.

Il fatturato è cresciuto da 11,306 a 11,643 miliardi di dollari. Nell’ultimo trimestre del 2015 ha riportato un fatturato di 11,5 miliardi di dollari. Il colosso Lockheed Martin si è assicurato inoltre un contratto per aggiornare il sensore dell’acquisizione del bersaglio (M-TADS / PNVS) dell’AH-64 Apache elicottero dell’esercito americano. In base al contratto dal valore di 54,3 milioni di dollari, l’azienda produrrà 35 kit M-DSA per l’esercito degli Stati uniti e per la forza aerea del Qatar. Gli aggiornamenti M-DSA creeranno un campo aggiuntivo della vista che permetterà ai piloti di identificare gli obiettivi in lontananza. Sull’Apache, che dovrebbe restare in servizio fino al 2045, si sta investendo nell’aggiornamento dei sensori, come l’M-DSA, per garantire agli equipaggi la possibilità di fronteggiare le nuove minacce emergenti. Un’azienda che non si accontenta di avere il monopolio degli aerei da guerra ma che continua a investire in una “guerra parallela” a senso unico.