“L’Europa è un fatto di gioia e di bellezza e non un’accozzaglia di regolamenti. In un momento come questo vi sembra normale fare polemiche sul niente? L’Italia deve farsi sentire con determinazione, con gentilezza e garbo ma chiarendo che è finito il tempo in cui qualcuno può immaginare di telecomandarla“. Il nuovo capitolo dello scontro tra il premier Matteo Renzi e la Commissione europea con al centro la flessibilità sui conti pubblici e le norme sul sistema bancario è andato in scena a Caserta, durante la cerimonia per il passaggio ufficiale della Reggia dall’Aeronautica alla gestione museale. “Noi che rispettiamo i regolamenti Ue e stiamo mettendo il nostro onore perché si possano ridurre le procedure di infrazione diciamo con franchezza che l’Europa è innanzitutto identità, cultura e idealità”, ha rilanciato il presidente del Consiglio dopo che sabato il presidente dell’esecutivo Ue Jean Claude Juncker aveva risposto agli attacchi rivendicando di essere stato lui a “introdurre la flessibilità nelle politiche di bilancio”.

Poi Renzi è tornato, non a caso, sulla necessità di investire in cultura: “C’è una simbologia meravigliosa nel legame tra ministero della Difesa e della Cultura e l’abbiamo messa nella legge di Stabilità di quest’anno. Per ogni centesimo investito nella difesa, un centesimo investito in cultura: così si salva l’Europa, non con i discorsi sullo zero virgola“. Polemica non certo nuova: come è noto il governo a dicembre, dopo gli attentati di Parigi, ha deciso unilateralmente di aumentare il deficit fino al 2,4% del Pil, contro il 2,2% prima previsto dalla legge di Stabilità per ricavare 2 miliardi con cui finanziare investimenti in sicurezza e in cultura, tra cui il discusso bonus da 500 euro ai neo diciottenni. Ma il via libera della Commissione, che si esprimerà sulla manovra solo la prossima primavera, è tutt’altro che scontato. La scommessa di Renzi è che nessuno si spingerà a chiedere l’apertura di una procedura di infrazione per “uno zero virgola”, appunto.