Lo ha ricordato anche di recente il Cern, dove ha lavorato negli anni ’80-’90, se l’inventore del world wide web, Tim Berners-Lee, avesse brevettato la sua creatura oggi: navigheremmo in modo diverso, non accederemmo a internet con la stessa libertà di cui disponiamo adesso. Berners-Lee, testimonial di uno dei nuovi spot della Tim, a Roma in questi giorni per la conferenza stampa di presentazione all’Eur del nuovo logo aziendale, lo ha ribadito più volte: “Il web anche nel futuro deve essere libero e gratuito. E’ per tutti come il colore del cielo, ma non datelo per scontato. Navigando spesso dimentichiamo che ha un’infrastruttura e non è un mezzo neutrale – continua -, molti governi iniziano a censurare, spiano le persone, usano il mezzo per colpire chi milita in partiti d’opposizione e a volte finisce che qualcuno sparisce nel mezzo della notte” spiega il padre della rete. “Dobbiamo combattere se crediamo sia giusto o un giorno perderemo la libertà di cui abbiamo goduto” aggiunge. Si sofferma anche sul tema del terrorismo: “Il web è un potere, si può usare bene o male, è l’umanità, quando guardi l’uomo ti accorgi che è capace di realizzare cose meravigliose, ma anche azioni terribili: così succede anche in internet, c’è chi compra bombe e chi lo usa per cercare una diagnosi per un familiare – spiega ancora – dobbiamo aiutare la polizia a trovare metodi incisivi per colpire criminali e terroristi, ma preservando la libertà di internet, è importante quanto la sicurezza”. Alla domanda de ilfattoquotidiano.it su un possibile conflitto tra la sua scelta di partecipare alla campagna promozionale di un operatore privato e le sue idee sulla rete afferma: “Quando sono stato coinvolto nel progetto ho parlato con i vertici di Tim e hanno mostrato un atteggiamento molto positivo verso la neutralità della rete nel futuro. Dobbiamo vigilare che accada e assicurarci che le promesse vengano mantenute”