Questo è un film che rispecchia bene la mia fonte d’ispirazione: gli esseri umani.

Cristina è bellissima e la mamma di Cristina voleva pure combinare un matrimonio tra noi due! Ma a parte questo divertente (almeno per me) aneddoto quello che mi ha sedotto di Cristina è il suo sorriso, la sua eleganza innata, e il suo sguardo triste. La tristezza è sacra per me, lo è sempre stata. Non ci trovo nulla di triste nella tristezza. Al contrario le persone allegre in genere mi sono antipatiche, per non parlare degli esuberanti. La tristezza di Cristina è lieve come il suo sorriso, non è una tristezza di velluto, salottiera, come la mia, è una tristezza ruvida, vera, radicata, limpida. E dove sento sgorgare la limpidezza io mi avvicino sempre in punta di piedi, con la mia piccola videocamera.

Per Cristina 5 euro sono tanti, per me 5 euro sono un pacchetto di sigarette. Io sono uno scapolo “penitente” di quasi 47 anni, Cristina ha 20 anni ed è madre di due splendide creature, e si sente già vecchia. Vecchia a 20 anni! Io chiedo l’elemosina a mia madre (con i miei film non guadagno un euro) e Cristina chiede l’elemosina ai passanti.

Non sono uno che sente il bisogno di lavarsi la coscienza, la natura mi ha fatto un regalo: non provo sensi di colpa, tantomeno per i miei privilegi. Mi piaccio così: lazzarone. Figlio di papà e figlio di mammà. Quindi non faccio questi film per lavarmi la coscienza, per redimermi, per un senso di giustizia contro le disparità economiche. Faccio questi film per amore. Amore per la verità, la bellezza e la purezza.