Tutte le città internazionali già da molto tempo permettono di costruire sui tetti: le testimonianze sono plurime, da Amburgo a Barcellona, da Parigi a Istanbul. Costruzioni, alcune permanenti, altre no. Non vi è una reale giustificazione urbanistica o pratica ma solo burocratica perché Milano non sia come le altre città (anche se molto si è fatto in questi ultimi 20 anni). Pare che il nuovo trend in giro per il mondo sia creare ristoranti dentro gli appartamenti, sopra i tetti, nei giardini, di cui il valore aggiunto e assoluto sono le viste, ma anche e soprattutto la luce, l’intimità del luogo, la novità. Anche un immobile di pregio e d’epoca non deve temere l’aggiunta di una parte moderna: infatti le città come le vediamo oggi sono il frutto di stratificazioni di stili ed epoche lungo i secoli ed è questo che le rende affascinanti. Ogni età deve avere il diritto di esprimersi, sarà sufficiente la patina del tempo per darle carattere.

Parigi-tetto verde

La pensa come me, anzi è stata lei l’ispiratrice di questa articolessa, Vittoria Tamanini Pozzi, landartist, botanica, creatrice di giardini (anche verticali e sui tetti) e interior designer, titolare dello studio Landar+T. “Quando occupiamo una superficie, togliamo vita al terreno, in quel luogo non crescerà più nulla. Utilizzare un tetto, rendendolo verde, e anche abitandolo, significa restituire la superficie tolta alla terra, semplicemente più in alto. Parigi e Londra addirittura permettono la presenza di allevamenti d’api sui tetti con visite guidate. Esempi eclatanti sono i tetti di Fortnum & Mason e dell’Opera di Parigi che ospitano le api da 25 anni! “Le città tra l’altro offrono un porto sicuro alle api perché c’è una grande differenziazione botanica e non vi sono pesticidi”, spiega l’esperta del green.

Dalle alte quote al ventre della città. Massimo Vernetti, imprenditore del Quick Parking (e non è il solo) punta sul parcheggio di design e di una grotta scavata nel tufo ne ha fatto l’Agorà Morelli, palcoscenico naturale di una quarantina di metri d’altezza, per ospitare happening culturali. E’ il nuovo concept della città che evolve verso l’alto e sotto i nostri piedi, alla ricerca di nuovi spazi. “Per l’appunto Miami ci presenta – aggiunge la Tamanini –  i primi esempi di garage di design, concepiti da archistar come Zaha Hadid ed Herzog & de Meuron. E’ la nuova frontiera del design. Teniamoli d’occhio anche da noi”.

Adesso andiamo al nocciolo della questione, Mastercard con Intesa San Paolo ha fatto un megaregalo alla città di Milano. Si è addossato la spesa di ben due milioni di euro per costruire un cubo di vetro che sembra in bilico su Piazza Della Scala. Da qui il nome del temporary ristorante “Priceless”… Un perfetto equilibrio architettonico, fusione di antico e moderno e fusion (oh, yes si dice così) tra architettura e cucina stellata, è un biglietto da visita d’internazionalità per Milano. E adesso tutta questa grazia di Dio sbaracca il 31 dicembre. Vabbè prima di chiudere bottega regaleranno alla piazza un memorabile spettacolo di fuochi d’artificio.

Dico io, sindaco, che hai l’ufficio lì a due passi, e sovrintendenti vari, un tale biglietto da visita per voi a costo zero, che al tramonto si trasforma in un  magico cubo di luce sopra i tetti, non varrebbe la pena di lasciarlo dove sta ancora per un po’?

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