Dan e Donald finalmente insieme. Lo scatto che passerà alla storia per le presidenziali Usa 2016 è su Twitter da poche ore. Dan Bilzerian e Donald Trump flirtano come due uomini di frontiera davanti ad un piatto di fagioli. Tanto ipertrofico maschilismo in una stanza non si era mai visto. Il set è uno strapuntino del Trump International Hotel di Las Vegas, nulla più di un tinello ammobiliato moderno quanto il salotto di Pierluigi Bersani. Finito l’ultimo dei dibattiti dei candidati repubblicani sulla CNN, l’eccentrico miliardario, “Re di Instagram”, pokerista e “filantropo sessuale”, che ama mostrarsi sui social mentre crivella l’aria del deserto con un mitra attorniato da modelle in costume da bagno, si è fatto ritrarre al tavolo con l’altrettanto discusso e infoiato candidato in pectore alla presidenza Usa nelle fila repubblicane.

“Nell’epoca del politicamente corretto da fighette le persone che parlano in totale libertà vanno rispettate”. Perentori i 140 caratteri di Dan che hanno ricevuto 8mila like e oltre 4300 retweet sul suo profilo Twitter da un milione e 290mila follower, come 14milioni sono i suoi follower su Instagram e 10 sul suo Facebook. Un endorsement che prima o poi doveva arrivare visto l’amore per le armi, per la filosofia da self made man, per la deregulation fiscale che accomuna i due come fossero gemelli siamesi. “Oggi stiamo vivendo tutti nella paura e l’unica risposta è più leggi, più leggi, più leggi”, ha spiegato Bilzerian al Washington Times.

D’altro canto il miliardario Trump offre un’arma ancor più conturbante in epoca di generiche paure verso lo straniero. La cosiddetta schiettezza, quel parlar fuori dai denti, che nel linguaggio definito da Bilzerian “politicamente corretto da fighette” è tradotto come volgare, razzista e guerrafondaio. Ma che alla luce dei sondaggi che lo vedono staccare di decine punti percentuali i suoi colleghi repubblicani per le presidenziali, sembra avergli consentito un successo fuori dagli equilibri dai caucus del GOP. Ed uno come Bilzerian, personaggio pubblico molto fuori dalle righe che aveva persino creato uno spot per una sua candidatura alle presidenziali 2016 non si è fatto sfuggire l’occasione. Peccato però per questo set loffio del Trump Hotel di Las Vegas, non degno delle smargiassate del 69enne magnate nato nei Queens che all’ultimo comizio in Arizona è arrivato scendendo la scaletta di boeing da 300 posti tutto per sé e che una settimana fa ha dichiarato che una volta presidente vieterà l’ingresso ai musulmani negli Stati Uniti.

Nulla a che fare nemmeno con le location da sballo del barbuto 35enne miliardario di origine armena che solo nell’ultimo mese ha pubblicato sui social foto di simpatiche ammucchiate con almeno duecento donne diverse, tutte in costume da bagno o lingerie, chiappe al vento, champagne, mani di Dan sulle tette, e un post del 14 dicembre dove in pieno delirio presidenziale cita JFK in mezzo ad un mare di fanciulle che affollano il suo yatch: “Non chiedere cosa può fare il tuo paese per te, ma cosa puoi fare tu per il tuo paese”. Sul tavolino del Trumo Hotel, infatti, davanti a Dan e Don, ci sono solo due misere e tristi bottigliette da mezzo litro di minerale. Roba che fa afflosciare ogni velleità machista. E che ricorda più che una rude stretta di mano tra John Wayne e Ronald Reagan, un dolce incontro di cowboy alla Brokeback Mountain. Valli a capire questi repubblicani.