Si è consumato in questi giorni il dramma e la conseguente auto/espulsione da Facebook di Aldo Nove, in seguito a un suo singolare commento a proposito di quel povero pensionato suicidatosi dopo il crack del Banco Etruria, al quale aveva affidato gran parte dei suoi risparmi.
E mentre ammettiamo di esserci accodati, almeno in un primo momento, al ludibrio di un vero & proprio linciaggio nei confronti dell’ennesimo intellettuale italiano il quale, Montanelli docet, quasi sempre si rapporta ai colleghi del suo giro e quasi mai al sentimento popolare, quel che rimproveriamo al poeta-scrittore, è d’aver additato un morto per via di un suo supposto attaccamento al vil denaro, nonché d’aver ceduto, il nostromo, agli eccessi di critica dei suoi stessi ex aficionados, senza tener conto della loro supponente superficialità, spesso celata dietro comodi e spudorati nick name che, se dipendesse da noi, avremmo messo al bando da quel dì dei fichi, visto & considerato che ognuno, prima di esternare quel che gli frulla in mente, dovrebbe metterci prima la faccia, cioè nome e cognome, sempre che sia disposto ad assumersi la responsabilità e ad affrontare le eventuali conseguenze delle proprie affermazioni.
Per quanto poi attiene al cosiddetto vil denaro, definito tale soprattutto da chi ne sente meno bisogno, suggeriremmo ai suoi detrattori, nonché al medesimo Nove, di cominciare a considerare lo stesso denaro più che come cianuro, come energia che ci consente di sopravvivere in modo decente e di dedicarci a quel che ci piace o ci dispiace maggiormente. Piantandola una volta per tutte di connotare negativamente la necessaria quantità di denaro-energia di cui ognuno di noi abbisogna per i più disparati motivi.
A chi volesse approfondire gli altri perché che, in seguito a questo ennesimo tragico caso, dovrebbero indurre a un maggior riserbo sia noi che Aldo Nove, rimandiamo senz’altro al pezzo di Veronica Tommasini.