L’ultima polemica è divampata sul ponte dell’Immacolata. Per i dieci giorni di stop ai lavori della Camera come aperitivo delle prossime vacanze di Natale. Risultato: emiciclo chiuso e Transatlantico semideserto. Con i soli deputati impegnati nei lavori delle commissioni a fare tappa alla buvette per uno spuntino veloce. Ma festa dell’8 dicembre a parte, quanto ha lavorato finora l’Assemblea di Montecitorio? Stando alle statistiche parlamentari pubblicate sul sito istituzionale della Camera, quest’anno le sedute sono state in tutto 175. Il dato si riferisce ai primi 11 mesi dell’anno ed è aggiornato al 27 novembre 2015. Se si considera che nello stesso periodo i giorni lavorativi ammontavano a 232, il conto è presto fatto: finora, oltre ai festivi, gli onorevoli si sono regalati ben 57 giorni di riposo in più rispetto ai comuni mortali. Non solo. Le sedute dell’Assemblea sono durate in tutto 1.016 ore e 2 minuti. Il che vuol dire che, nei giorni in cui i deputati erano presenti in Aula, l’impegno per singola sessione è stato in media di 5,8 ore. Ben al di sotto dell’orario medio di un qualunque lavoratore. Ammesso e non concesso che siano stati sempre presenti.

ANNO IN CALO Finora il dato del 2015 è inferiore a quello del 2014, quando le sedute dell’Assemblea hanno toccato quota 210 (1.060 ore e 43 minuti), ma ha già superato le 146 del 2013 (790 ore e 49 minuti). Totale della XVII legislatura: 531 sedute e 2.867 ore e 34 minuti trascorse dai deputati tra gli scranni di Montecitorio. Nonostante la flessione quantitativa e temporale, l’attività legislativa espletata nel 2015 è in linea con quella dell’anno precedente e più che doppia rispetto al 2013. Nei primi 11 mesi di quest’anno, infatti, la Camera ha deliberato 86 progetti di legge contro gli 89 del 2014 e i 41 del 2013 (216 il totale della legislatura). Tra i provvedimenti finora licenziati dall’Assemblea di Montecitorio si contano 23 proposte di legge di iniziativa parlamentare, 48 disegni di legge di iniziativa governativa e 15 provvedimenti di conversione di decreti legge dell’esecutivo. A votazioni per appello nominale si è ricorso in tutto 7 volte (20 nel 2014 e 9 nel 2013), tutte per questioni di fiducia poste dal governo. Le votazioni mediante procedimento elettronico, invece, sono state finora 7.139 contro le 4.142 del 2014 e le 2.743 del 2013. Sommate tra loro portano a 14.024 il totale di legislatura. Sempre nel 2015, i deputati hanno sfornato 14.269 emendamenti (dei quali 5.550 votati e 558 approvati), che insieme ai 21.383 del 2014 e i 9.405 del 2013 fanno in tutto 45.057. Se gli ordini del giorno hanno toccato quota 2.054 (594 votati e appena 4 approvati), quasi 1.500 in meno del 2014 (3.531) e circa 200 in più del 2.013 (1.867), sono state 57, invece, le questioni pregiudiziali presentate (56 votate e nessuna approvata), rispetto alle 69 del 2014 e le 19 del 2013.

INDIRIZZO SBAGLIATO All’attività di indirizzo e controllo sono state dedicate 153 sedute per un totale di 256 ore e 43 minuti: 85 per la discussione di interrogazioni e interpellanze, 49 dedicate all’esame delle mozioni, 7 per le comunicazioni del governo (di cui una con discussione congiunta di mozioni) e 12 per informative urgenti. La stessa attività ha assorbito 165 sedute nel 2014 e 119 nel 2013. Totale di legislatura: 437 sedute per 775 ore e 4 minuti. In particolare, nel 2015, sono state presentate 390 interpellanze (229 urgenti) di cui 280 concluse; 642 interrogazioni a risposta orale (337 a risposta immediata) di cui 458 concluse; 2.751 interrogazioni in commissione (474 a risposta immediata) di cui 1.310 concluse; 3.908 interrogazioni a risposta scritta di cui 1.016 concluse. Quanto alle mozioni, delle 378 presentate nei primi 11 mesi dell’anno ne sono state votate 284, circa il 75% del totale. Mentre sono state smaltite tutte le 76 risoluzioni proposte nell’arco del 2015.

Twitter: @Antonio_Pitoni