Ferrovie dello Stato, fresca di rinnovo dei vertici e pronta a mettere sul mercato il 40% del capitale, incassa 757 milioni di euro per cedere alla società pubblica Terna la sua rete elettrica. Come era nell’aria da oltre un anno, la società di Cdp Reti che gestisce tutta la rete di trasmissione elettrica nazionale ha firmato un contratto in base al quale verranno assorbiti nella rete nazionale i 7.510 chilometri di elettrodotti in alta e altissima tensione e le 350 stazioni elettriche che fanno capo a Rfi. Del pacchetto fanno parte anche 869 km di elettrodotti in alta e altissima tensione già facenti parte della rete e un contratto per il passaggio della fibra ottica. Terna vede così aumentare del 13% la lunghezza della sua rete, diventando il primo operatore indipendente d’Europa.

La trattativa, in corso da tempo, si è sbloccata dopo che a ottobre l’Autorità per l’energia si è espressa sul valore della rete che alimenta la circolazione dei treni in Italia, fissandolo in 674 milioni. Le Fs puntavano su una cifra più alta. Il nuovo amministratore delegato Renato Mazzoncini ha commentato dicendo che “Fs ottiene risorse da destinare agli investimenti in infrastrutture ferroviarie e per potenziare i trasporti pubblici“, come previsto dalla legge di Stabilità per il 2015, “mentre a Terna vanno asset che estendono e rafforzano la rete elettrica nazionale”.

Per l’amministratore delegato di Terna Matteo Del Fante “si tratta di un traguardo importante, poiché questa acquisizione darà vita ad un’unica rete di trasmissione, che eviterà duplicazioni e consentirà di garantire maggiore sicurezza, efficienza e risparmi. Inoltre, in un’ottica internazionale, Terna potrà ora contare su una forza ancora maggiore nel processo di integrazione delle reti, sia in Europa che nel Mediterraneo”. Terna prevede “impatti positivi sugli utili del gruppo” a partire dal secondo anno di consolidamento di Self, la società di Fs cui fa capo la rete.