Senza emissioni e senza autista. Così PostAuto Schweiz, la società fondata nel 1998, che opera come corriere ed è controllata delle Poste elvetiche, immagina il trasporto pubblico cittadino del futuro. Non è l’unica a sognarlo così, ma a breve comincerà a concretizzare questa visione con l’avvio della prima fase di un progetto per sperimentare un minibus elettrico a guida autonoma in collaborazione con la città di Sion, il cantone Vallese ed il Politecnico di Losanna.

La navetta è di costruzione francese e l’ha fabbricata la Navya, una società che ha sedi a Parigi e nei pressi di Lione, già in coinvolta in altri 25 progetti di mobilità sostenibile. Navya ha realizzato e presentato il suo minibus Arma, in grado di trasportare fino a 15 passeggeri e viaggiare ad una velocità massima di 45 chilometri orari (nel video in fondo alla pagina). Nella versione svizzera la navetta viaggerà a non più di 20 chilometri all’ora e non potrà trasportare più di 9 passeggeri. È senza volante, freno e acceleratore. La sola funzione azionabile a bordo, a quanto pare, è un pulsante di emergenza per bloccare il veicolo.

Navetta autonoma PostAuto

I primi test si svolgeranno ancora in un’area “sicura” con due mezzi a bordo del quale ci sarà sempre personale specializzato. Se i risultati saranno positivi e se le autorità locali, regionali e federali daranno il via libera con autorizzazioni speciali, allora scatterà la seconda fase in un’area prevalentemente cittadina: il centro storico di Sion, la zona turistica ed i castelli di Valère e Tourbillon.mappa circolazione minibus

Navya assicura di aver già percorso 10.000 chilometri in elettrico trasportando 15.000 persone, ma il progetto di PostAuto e della città di Sion (33.000 abitanti) potrebbe aprire nuovi sbocchi. Sviluppata nell’ambito del Mobility Lab Sion Valais, l’operazione coinvolge anche una start-up elvetica, la BestMile, che ha messo a punto un programma per il controllo e la guida del veicolo.

La navetta a zero emissioni misura 4,8 metri di lunghezza e 2,05 di larghezza e per i test ne verranno impiegate due. Il progetto ha una durata biennale e dovrà anche servire per capire come è possibile integrare questo servizio a basso impatto ambientale, ma anche a bassa velocità, con il servizio di trasporto pubblico esistente. L’obiettivo è quello di affinare un algoritmo che consenta al potenziale minibus elettrico di assecondare le necessità dei clienti, trasformandolo in un servizio aggiuntivo. Dovrebbe avere orari flessibili, oppure servire per i servizi a domicilio o addirittura a chiamata. La prima fase del test comincerà in dicembre e andrà avanti fino alla primavera.