Il cardinale Angelo Scola attacca i “segugi della stampa”, ma a dare l’ufficialità alla notizia della visita del Papa a Milano è stato il suo portavoce. Nell’annunciare che il 7 maggio 2016 Bergoglio sarà nel capoluogo ambrosiano, il porporato ha affermato che “la stampa con i suoi segugi ha anticipato la notizia, ma non le parole con cui l’arcivescovo vuole presentare questo avvenimento”. Ma è mistero su come la data della visita del Pontefice sia stata comunicata. La notizia, 24 ore prima dell’annuncio ufficiale di Scola, era stata data dal suo portavoce, don Davide Milani, sia sul suo profilo Twitter, sia con un comunicato stampa diramato dall’arcidiocesi ambrosiana. A chi gli ha chiesto conto di questo scivolone mediatico, il portavoce di Scola ha spiegato che la fuga di notizie c’era già stata prima del suo tweet e che il suo era stato un tentativo di attribuire la paternità dell’annuncio della visita all’arcidiocesi di Milano.

Non è la prima volta che don Davide Milani incorre in un incidente mediatico. Durante il pre conclave del 2013, quando Scola era in pole position per la successione a Benedetto XVI, il suo portavoce, calato a Roma per il conclave, immortalava il quotidiano assalto di fotografi, operatori e giornalisti di tutto il mondo ai cardinali postando gli scatti realizzati con l’iPad sul suo profilo Facebook con un sottotitolo beffardo: “Il circo”. Una gaffe seconda soltanto a quella commessa dalla Conferenza episcopale italiana la sera dell’elezione di Bergoglio con il telegramma di auguri per “Papa Scola” firmato dall’allora segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata, poi “promosso” vescovo di Latina. Non è neanche un mistero che don Davide Milani era stato recentemente candidato dall’ex portavoce della Cei, monsignor Domenico Pompili, a prendere il suo posto dopo che il Papa aveva nominato quest’ultimo vescovo di Rieti. Il cardinale Angelo Bagnasco, però, gli ha preferito don Ivan Maffeis, che è diventato anche sottosegretario della Conferenza episcopale italiana.

Ai sacerdoti ambrosiani Scola ha spiegato che la visita pastorale di Bergoglio a Milano durerà “una sola giornata, da mattina a sera, ma sarà molto intensa perché il Papa non fa mai la siesta”. Il cardinale, inoltre, ha precisato che è “prematuro” parlare di una messa di Francesco nel luogo che ha ospitato l’Expo perché “il contenuto del programma è tutto da discutere. Avete visto quanto questo Papa sia personale, ci vedremo e si deciderà. Di certo – ha aggiunto Scola – c’è che ci tengo che sia una visita per la città e non solo per la chiesa”. A chi gli ha fatto notare che l’evento avverrà in piena campagna elettorale per il comune di Milano, il cardinale ha risposto: “La campagna elettorale è un elemento interessante della vita di una città, ma c’è molto altro”.

Twitter: @FrancescoGrana