ignazio marino 675Alla fine Ignazio Marino ha dovuto gettare la spugna, vittima di se stesso ma soprattutto del Pd romano e nazionale e di Matteo Renzi, che avevano visto con ostilità e diffidenza l’avvento del “marziano”, eletto da primarie che avevano registrato la netta sconfitta dei candidati “ortodossi”  al Campidoglio.

Persona indubbiamente onesta, ma con una prospettiva politica limitata, Marino, pur avendo fatto qualcosa di buono, come la liquidazione della discarica di Malagrotta o la pedonalizzazione dei Fori imperiali, non ha saputo costruire un rapporto effettivo con la città, anzi si è reso quantomeno complice dei numerosi sgomberi che hanno colpito esperienze importanti come l’ex cinema America, il Teatro Valle occupato, l’Angelo Mai e altri. Sul piano della gestione, Marino ha adottato una prospettiva sostanzialmente neoliberista, subendo senza fiatare i tagli imposti dal governo e procedendo alle privatizzazioni richieste dallo stesso.

Il governo urbano si dimostra, più in generale, uno snodo di particolare difficoltà. I sindaci stanno lì per subire le sacrosante proteste dei cittadini, venendo resi capri espiatori di scelte adottate a ben più alto livello. E’ possibile, in prospettiva, un sindaco che non sia solo il parafulmine e lo specchietto per allodole di responsabilità ben più elevate? L’esperienza di De Magistris a Napoli, con un tasso di consapevolezza politica molto maggiore di quella dimostrata da Marino e una totale indipendenza da qualsiasi partito, mostra che è possibile. E stanno a testimoniarlo le posizioni avanzate e coraggiose adottate da De Magistris, dalla “derenzizzazione” all’opposizione alle manovre militari della Nato. Marino non si è neanche sognato di salire a questo livello complessivo della lotta politica, ponendosi come rappresentante della cittadinanza su tutti i temi che la riguardano e ha anzi finito per subire tutte le scelte del Pd, finendo, di cedimento in cedimento, per diventarne la vittima sacrificale.

E ora? Va detto innanzitutto che, contro ogni tentativo di rinvio, vanno tenute in primavera le prossime elezioni comunali. Tali elezioni potrebbero costituire un momento di verifica e di crescita in vari sensi. Innanzitutto per il Movimento Cinque Stelle che, secondo i sondaggi, risulta favorito. Riuscirà tale Movimento a governare efficacemente Roma, spazzando via lobbies e clientele di ogni sorta e instaurando livelli soddisfacenti di partecipazione popolare? Il punto interrogativo è molto grande, ma si tratterà di esperienza utile anche per chiarire una serie di ambiguità che tuttora risultano intrinseche alla direzione politica del Movimento. Potrebbe riuscirci se imprimesse uno slancio ulteriore alla prospettiva partecipativa che pure in qualche modo è nel suo Dna, entrando in un rapporto costruttivo e proficuo con la miriade di comitati e organizzazioni sociali che esistono a Roma. Sicuramente si tratterà di un passaggio importante e se la verifica dovesse concludersi positivamente si potrebbero aprire entusiasmanti prospettive anche sul piano nazionale.

Quella delle elezioni costituirà anche una verifica anche per la sinistra. Occorre a tale fine tagliare di netto ogni rapporto con un partito, come il Pd, che di sinistra, se lo è mai stato, non  è più in nessuna misura perlomeno dall’affermazione di Renzi. Questo imperativo vale in particolare per Sel, che deve decidere in questo senso, sconfiggendo la sua ala governista o poltronista. E’ infatti certo che la fine di Marino archivia definitivamente ogni ipotesi di centrosinistra a livello sia nazionale che locale. Occorre invece iniziare un serrato dialogo con il M5Stelle per definire punti importanti di programma comune.

E’ però all’insieme di associazioni e comitati operanti su scala cittadina e di quartiere che spetta ora il compito ineludibile di tracciare un programma di governo con il quale tutte le forze politiche siano chiamate a confrontarsi. Roma potrà superare il suo attuale difficile momento e rinascere solo in tale prospettiva partecipativa dal basso, che valorizzi tutte le energie frustrate dal malgoverno e dalla corruzione, fenomeni negativi e deleteri che hanno imperato finora, finendo per travolgere anche l’onesto Marino.