“Al leghista Salvini che dice #iostocolcommerciante, chiedo se ha idea di come possa sentirsi una persona onesta che ha ucciso due persone. Io lo so, è un uomo distrutto dal dolore“. Il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto lancia un messaggio molto chiaro al leader padano che, con un intervento provocatorio postato su Facebook, aveva espresso la sua ‘posizione’ sulla tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Ercolano: “Un gioielliere ha reagito a una rapina e ha ucciso due aggressori a colpi di pistola, regolarmente detenuta. Io sto con il gioielliere“. Queste le parole di Salvini. “Solo uno strumento per raccogliere facile consenso” secondo il sindaco del Pd che proprio in queste ore si è recato dai carabinieri per denunciare le minacce indirizzate al gioielliere di 68 anni – indagato per eccesso colposo di legittima difesa – da parte dei familiari dei due rapinatori uccisi. Minacce pronunciate durante un’intervista e contenute in un video.

LA POLEMICA DOPO LA TRAGEDIA – Il leader della Lega non è stato l’unico a intervenire dopo l’accaduto. Il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga, ad esempio, si è scagliato contro chi accusa l’uomo, proponendo per lui addirittura una medaglia d’oro. Buonajuto non ci sta. “Salvini non ha idea di come stia male il gioielliere – dice il sindaco di Ercolano a ilfattoquotidiano.it – Sono in contatto con i suoi familiari e mi dicono che è ancora sotto shock e fatica a parlare anche con loro. Lui dice che sta con il gioielliere, come se tutti gli altri fossero contro”. Il primo cittadino chiede responsabilità in un momento delicato e difende la città che amministra, lanciando il suo hashtag #iostoconlalegalità.

IL CLIMA DI TENSIONE DOPO LE MINACCE A peggiorare la situazione sono state le dichiarazioni rilasciate ai media da alcuni familiari dei rapinatori uccisi. Il gioielliere è così finito nel mirino e a Ercolano è aumentata la paura. Sotto la lente degli inquirenti ci sono invece le immagini relative al fratello e alla moglie di uno dei malviventi uccisi. “Siamo tanti fratelli, non si può mai sapere domani mattina cosa ci passa per la testa. Andiamo al suo paese e lo uccidiamo. Il sangue è sangue” dice l’uomo nel video acquisito dai carabinieri. “La deve pagare molto cara, perché non si toglie la vita a due persone” ribatte la vedova durante un’intervista televisiva. Una rabbia già evidente a ridosso della sparatoria seguita al tentativo di rapina, quando i parenti sono giunti sul posto. “È facile fare propaganda in questi momenti – dichiara il sindaco – con un clima di tensione che non rappresenta Ercolano. Una città sicura dove dall’inizio dell’anno sono solo 12 le rapine denunciate”. Eppure le immagini sembrano descrivere altro: “Quel video crea un allarme sociale – dice Buonajuto – fa immaginare che lo Stato non c’è. Ma non è così”.

LA DENUNCIA DEL PRIMO CITTADINO – Buonajuto ha denunciato ai carabinieri le minacce da parte dei familiari dei due rapinatori. “Ho ritenuto doveroso farlo – spiega – per tutelare la sicurezza del gioielliere e dei suoi cari, ma anche dell’intera città di Ercolano e della comunità che rappresento. La situazione ha raggiunto livelli di criticità allarmanti e mi è sembrato opportuno richiedere la massima attenzione alle forze dell’ordine per evitare e prevenire ulteriori violenze”. In questi giorni si è molto discusso della questione sicurezza e anche delle responsabilità del governo Renzi. E mentre Fedriga proponeva una medaglia al commerciante, spiegava anche le sue ragioni: “Gliela darei perché è stato abbandonato da un governo che non controlla il territorio e non garantisce la sicurezza dei cittadini onesti, continuando a tagliare e umiliare le forze dell’ordine”. Diversa la posizione di Buonajuto: “Solo rispettando le regole e lavorando uniti per prevenire simili situazioni, tutti insieme possiamo contribuire ad evitare il ripetersi di tali tragedie. Odio, rabbia e populismo non migliorano la situazione”. Per il sindaco a Ercolano lo Stato c’è. Eccome: “Prova ne è il fatto che quando sono andato a denunciare quelle minacce, il tenente dei carabinieri mi ha risposto che avevano già provveduto. Il commerciante è protetto, i familiari del rapinatore sono sotto controllo”.

UN NUOVO CASO STACCHIO? Non è la prima volta che Matteo Salvini si schiera accanto a un commerciante che reagisce nel corso di un tentativo di rapina, innescando la polemica. Era accaduto anche a febbraio scorso, quando definì un eroe Graziano Stacchio, il benzinaio che il 4 febbraio difese la commessa di una gioielleria sparando alcuni colpi di fucile e uccidendo un nomade vicentino. Anche in quel caso il leader del Carroccio utilizzò Facebook e con orgoglio indossò la t-shirt con la scritta “Io sto con Stacchio” fatta stampare dal sindaco del vicino comune di Alettone, Joe Formaggio. Si organizzò anche la giornata del rifornimento di benzina da Stacchio per gli esponenti della Lega. Una vera campagna che vide intervenire a favore del benzinaio, tra gli altri, anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli e il fondatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa. Quelle magliette furono indossate anche alla Camera, dai deputati della Lega (sotto la giacca) e in bella vista dalla forzista Daniela Santanché. Che, dopo il richiamo, indossò il cappotto.