Cinema

Artethica, l’impegno civile di Libero De Rienzo nel festival cinematografico di Procida: “Così i ragazzi si sono riappropriati dell’ex penitenziario”

Grande successo per l'edizione zero della rassegna cinematografica organizzata dal 2 al 4 ottobre. Sono stati tre giorni di affollate proiezioni a "tema carcerario" negli spazi dell'ex Istituto di Pena a Palazzo D'Avalos chiuso dal 1987: "L’appuntamento è per l’anno prossimo - ha detto l'attore e regista napoletano - e sarebbe bello trasformare Arthetica in un festival di cinema indipendente, dedicato alla salvaguardia, ovvero alla diffusione, dei film d’autore in difficoltà. Quale location migliore di un ex penitenziario per liberarli al pubblico?"

di Federico Pontiggia
Artethica, l’impegno civile di Libero De Rienzo nel festival cinematografico di Procida: “Così i ragazzi si sono riappropriati dell’ex penitenziario”

Grande successo per l’edizione zero di Artethica, la rassegna cinematografica ideata e organizzata a Procida dall’attore e regista napoletano Libero De Rienzo. Dal 2 al 4 ottobre, sono stati tre giorni di affollate proiezioni “a tema carcerario”, da Nick mano fredda a Papillon, presso l’ex penitenziario di Palazzo d’Avalos, home movies e i celeberrimi corti doc di Vittorio De Seta presso case private aperte alla cittadinanza, horror per ragazzi, quali Ed Wood, in una cripta e ospiti illustri, da Riccardo Scamarcio e Valeria Golino, fresca Coppa Volpi alla Mostra di Venezia con Per amor vostro di Giuseppe Gaudino, a Marco Risi, che De Rienzo definisce “il mio angelo custode”.

Per la regia di Risi, Libero è stato Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra a Napoli il 23 settembre 1985, in Fortapàsc del 2009: “Un’esperienza totalizzante: Marco mi ha concesso grande fiducia, e averla da uno come lui, capace di esordire con Vado a vivere da solo per poi realizzare film d’inchiesta quali Il muro di gomma, non è importante, è tutto”. Per l’interpretazione di Siani, di cui è da poco caduto il 30esimo anniversario della morte, De Rienzo ricorda di “essersi basato unicamente su una foto, che lo ritraeva in camicia bianca, la “divisa” con cui andava a indagare sulla piazza della droga a Torre Annunziata, declinando l’invito dei familiari a utilizzare persino i vestiti di Giancarlo”.

Da Fortàpasc al suo nuovo film, non muta l’impegno civile di De Rienzo: “Interpreto l’assassino di Pasolini, Antonio Pinna, ne La macchinazione, il film-inchiesta di David Grieco sugli ultimi mesi di PPP”, di cui il 2 novembre ricorrono i 40 anni dalla morte. “Un omicidio – continua l’attore – frutto di convergenze di interessi tra malavita organizzata, poteri forti e servizi deviati: Pasolini era scomodo, troppo scomodo, il suo ‘Io so. Ma non ho le prove’ doveva essere messo a tacere”.

Per l’esito lusinghiero del numero zero di Artethica, De Rienzo non dissimula la soddisfazione, “soprattutto per i ragazzi, per i procidani che si sono riappropriati attraverso la cultura, il cinema e film quali Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy con Alberto Sordi, dell’ex Istituto di Pena a Palazzo D’Avalos chiuso dal 1987. L’appuntamento è per l’anno prossimo, e sarebbe bello trasformare Arthetica in un festival di cinema indipendente, dedicato alla salvaguardia, ovvero alla diffusione, dei film d’autore in difficoltà. Quale location migliore di un ex penitenziario per liberarli al pubblico?”.

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