“Ci travestiamo perché dietro la nostra maschera può esserci chiunque”. A parlare è Paolo, 28 anni: di giorno lavora nel settore informatico, mentre di notte indossa i panni di “Darkhood” girando per le strade di Torino per consegnare cibo ai senza tetto. Sono i “Real Life Superhero”, un movimento spontaneo di ragazzi presente in alcune grandi città italiane che indossano i panni di “supereroi” per aiutare il prossimo. “Ho iniziato un anno fa da solo, ma oggi siamo in sette ad agire nella notte”. Tra gli altri, c’è anche “Cosmic Boy”, uno studente lavoratore di vent’anni, che usa le parole del più noto Batman per spiegare il significato di questa scelta: “La maschera è solo un simbolo, sono le azioni che compiamo che ci qualificano”  di Simone Bauducco