Matteo Renzi a Mosca

C’è da mettersi le mani nei capelli quando si leggono certe notizie sui giornali.

E quella di cui si parla in questi giorni è sicuramente una di quelle: il nostro Presidente del Consiglio dei ministri, il responsabile della programmazione economica del governo e a capo del coordinamento dei tutti i dicasteri, avrebbe deciso di spendere la bellezza di 175 milioni di euro per acquistare una nuova berlina dei cieli, grande il doppio e cinque volte più capiente dell’aereo di Stato che utilizza attualmente per i suoi spostamenti.

Un aereo che costa ben 75 milioni di euro in più di quanto la legge di Stabilità prevede per la diffusione degli asili nido. Che non ci sono naturalmente, e specialmente al sud, con il 51% di strutture non pubbliche, come ben evidenziato da un articolo di Alex Corlazzoli di soli 8 giorni fa sull’ultima indagine di Cittadinanzattiva.

Questo si chiama spreco di fondi pubblici. Punto e basta. E sarebbe ora che qualcuno della maggioranza del Pd avesse di coraggio di dirlo chiaro e tondo a Matteo Renzi, e non solo perché la pratica per l’acquisto non era stata avviata, come si sarebbe voluto far pensare, dall’ex premier Enrico Letta.

Ma come? Destiniamo appena 100 milioni di euro per il piano per il rilancio del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per l’infanzia e appena 20 milioni di euro per sostenere i costi dei servizi di baby-sitting e della rete pubblica e privata degli asili e facciamo questi acquisti? E da dove arrivano le risorse? In quale capitolo di bilancio risultano iscritte? O come pure capita, si tratta di risorse sottratte dal perseguimento di altre finalità.

Del resto tutto appare molto curioso.

Questo governo non riesce a far quadrare i conti neanche per gli esodati, non paga le Naspi, il nuovo ammortizzatore sociale introdotto con il Jobs Act e se lo fa solo con il contagocce, e così all’improvviso si trovano i soldi per volare su tutti con un nuovo gioiello supersonico?

Qualcosa non quadra.

In molti si stanno chiedendo se il presidente Mattarella interverrà sulla questione ed io stessa spero che lo faccia, ma anche i parlamentari del Pd non dovrebbero essere da meno.

Qui non si tratta di soddisfare la proiezione di una semplice velleità maschile, ma di aggredire con forza un sistema dove le risorse, quelle poche che abbiamo, debbono essere impegnate innanzitutto per chi ne ha diritto, perché paga e ha pagato tasse e contributi per vivere o ricevere un servizio.