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Sanità Lombardia: il ‘nuovo’ assessore Maroni risponde sul caso Avastin-Lucentis

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Il caso Avastin-Lucentis, fermo a livello nazionale in attesa delle risposte di Napoleone Ferrara, inventore delle due molecole, nominato nel Consiglio Superiore di Sanità, e della ministra Lorenzin, ha ripreso interesse in Regione Lombardia grazia a Paola Macchi del M5S che ha presentato una interrogazione al ‘nuovo’ assessore alla Sanità Roberto Maroni.

AvastinMaroni ha citato numerose Unità Operative della Regione Lombardia dove può essere usato Avastin ma il problema non sono il numero di strutture ma il numero di fiale di Avastin usate al posto di Lucentis.

La Regione Lombardia sicuramente può saperlo. Basta digitare il Drg di riferimento per sapere quanti e quali strutture in Lombardia trattano le patologie maculari sensibili e, chiedendo lo scarico dei farmaci ed i conseguenti ordini, dimostrare veramente con fatti, non con parole, le proprie ragioni. Insomma il Presidente e assessore Maroni può sapere quante sono le fiale di Lucentis pagate dalla Regione e quante quelle di Avastin.

Perché, assessore Maroni le cifre ufficiali di risposta del ministero sono ben diverse. Sembrerebbe che alla tabella 2 di pag. 62, Avastin venga utilizzato solo in 6.471 pazienti mentre Lucentis in 72.537! In particolare il Lucentis viene usato in 24.662 pazienti con edema maculare dove il successo clinico è più soddisfacente per il paziente. Un salasso di soldi pubblici. Verranno usate solo in Regione Lombardia?

Assessore Maroni, glielo chiedo io, vuole fare questo piccolo lavoro? Assessore Maroni, vuole veramente fare chiarezza magari chiedendo al ministro come possa essere possibile che l’inventore delle due molecole, facendo parte del Consiglio Superiore di Sanità, non ci spieghi in modo semplice come frazionare Avastin? Assessore Maroni, è a conoscenza del fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha detto che non inserisce il Lucentis fra i farmaci indispensabili essendoci già Avastin ugualmente utile e molto meno costoso?

Ma poniamo che dopo aver svolto un semplice compito di “riparazione” scoprissimo, non si riesce a capire come a meno che si creda che le risposte del ministero siano inesatte, che quello che ha detto a parole, assessore Maroni, sia anche nei fatti ci spiega quali vogliono essere le azioni possibili della Regione per poter recuperare qualche centinaio di milioni dei cittadini lombardi buttati in questi quattro anni?

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