Ungheria migranti 2 675

L’utopia di “New Philadelphia”, più seguo le notizie – finalmente anche positive – che giungono dall’Europa e da tutto il mondo, più mi sembra meno utopia di tante altre proposte: e sono le utopie di sognatori geniali che da sempre ci spingono a trovare le strade giuste, lungo strade ancora inesplorate. Finalmente la Ue e la Germania si sono accorti di avere un cuore grande e che il fenomeno non è purtroppo né occasionale né temporaneo ma epocale: è solo il primo di un grande fenomeno di ridistribuzione in massa di esseri umani su questa navicella spaziale sempre più piccola in questo terzo millennio dove adesso ci rendiamo conto che fare una guerra e migliaia di km da casa nostra non può significare più restarne fuori per nessuno.

E allora cominciamo a ragionare sulle utopie: non una sola “New Philadelphia” in un solo Paese ma una “New Philadelphia network” che oggi ci possiamo permettere grazie alla potenza dei computer e delle comunicazioni di rete. Cosa vogliamo tutti? Salvare vite umane senza togliergli la dignità; tutelare le vite umane e la organizzazione civile e sociale di chi si trova coinvolto suo malgrado nei fenomeni migratori; garantire assistenza ma non assistenzialismo, lavoro e dignità ma non libera circolazione anche dei delinquenti o clandestini non solo dei migranti.

Papa Francesco ha come sempre indicato per primo la strada: che ognuno si faccia carico concretamente di qualcuno non solo a parole, ma ragionandoci concretamente. Abbiamo interi paesi abbandonati a se stessi, conventi vuoti e abbandonati, città da ricostruire come l’Aquila umiliata ed offesa dagli affaristi della ricostruzione, un eccesso di spese per armamenti, una industria da valorizzare non solo per produttività ma per innovazione.

Ebbene, pensate come sarebbe bello se le migliaia di miliardi che ora scendono in campo in tutta la Ue non subissero solo il solito giro tra i soli affaristi e professionisti dell’assistenza, consentendo direttamente ai cittadini ospitanti e ai migranti di averne il massimo profitto con il minimo della dispersione delle risorse? Io sogno una rete di città “New Philadelphia towns” in network, dove possa celebrarsi non solo il rito della ospitalità e della accoglienza ma dove permettere ad ognuno di costruirsi casa sua e coltivare terra concessa a loro.

I padri dei migranti e le loro donne potrebbero continuare a studiare o a formarsi nel lavoro costruendo le proprie case, le strade, gli impianti, ristrutturando i borghi, bellissimi e antichi ma oggi spesso abbandonati, grazie ai materiali forniti da “New Philadelphia Megastores” (finanziati dagli Stati!) dove le migliori industrie e in sostenibilità ambientale non facciano a gara a chi corrompe meglio il politico di turno per avere appalti e subappalti ma mettano a disposizione i materiali, le innovazioni tecnologiche migliori, specie sul versante energetico, per avere “new towns” dove non crollino i balconi subappaltati come a l’Aquila, ma dove si possa avere corrente elettrica da pannelli solari, e case costruite con le loro stesse mani, vista tanta mano d’opera gratis che non sarebbe mai possibile motivare meglio, guidandoli e non sfruttandoli tramite associazioni di volontariato non necessariamente solo religiose ma coinvolgendo Ordini professionali: Ingegneri, Architetti, Medici, ecc ecc.

Ogni migrante potrebbe costruirsi casa sua, e in tutta Europa sorgerebbero New Philadelphia towns, restituendo vita a borghi, conventi, castelli, caserme, lavorando insieme perchè l’ospitalità da sola non educa, e magari ti fa finire nelle mani degli spacciatori di droga , dei “caporali”, degli evasori fiscali. E’ un sogno, ma è una utopia meno folle di quello che sembra. Per eliminare il commercio dei rifiuti tossici nel mondo la schiavitù del lavoro in nero e del caporalato basterebbe che tutte le procedure di richiesta e assunzione fossero registrate on line su siti dedicati dai ministeri dei Paesi Ue e poi raccolti e controllati in rete: che tutto si facesse on line come oggi stiamo facendo in trasparenza per le cattedre ai professori di tutta Italia. Niente trucchi, niente imbrogli: trasparenza e conseguente tracciabilità automatica!

Sono ancora i Mud cartacei, le bolle di accompagnamento di carta falsificate che rendono decine di miliardi di euro di evasione Iva in Italia e in Ue. I numeri inutilmente “marchiati” sulla pelle riempiono di soldi le tasche dei professionisti degli appalti, delle ricostruzioni e dell’assistenza, e tolgono dignità ai migranti. Abbiamo città abbandonate e centinaia di migliaia di migranti e cittadini poveri senza casa. Utilizziamo un sistema di costruzione di “new towns” “New Philadelphia” “fai da te”, come fa Ikea per la casa, mettendo a disposizione i mattoni e gli insegnanti, le innovazioni e le vernici , i colori di tutto il mondo per restituire i colori e la dignità a tante cittadini che da poveri possono diventare i costruttori delle proprie nuove oasi di pace, dove coltivare, nelle proprie famiglie riunite, l’infinito valore del lavoro per costruire pace e solidarietà non assistenzialismo.

Da ragazzo una delle cose che da cattolico meno riuscivo a digerire era perché Dio consentisse tanto male e dolore sui bambini: il Male vuole il silenzio per agire e renderci insensibili agli effetti della sua azione. Ebbene, nel terzo millennio della confusione e dell’eccesso di “rumore” sui network, devo ammettere che le foto dei bambini morti in Terra dei Fuochi delle nostre Mamme delle cartoline, le foto dei bambini migranti morti come angeli senza le ali sulle spiagge del nostro egoismo, sono una potenza infinita che, come la musica, il nostro ingegno ha messo a disposizione di Dio per non consentire il silenzio del Male!

Ho provato gioia immensa nel vedere la piccola Aurora, che io ho seguito sino in Friuli per volontà del suo “angelo custode” mamma Marilena, diventare strumento di Provvidenza sul palco di Gigi D’Alessio. A proposito, Gigi, come al solito ti succede a “Made in Sud”, guarda che però il mega Concerto per Terra dei Fuochi era già stato fatto a Caserta, e senza fare pubblicità alle plastiche che donano meno euro di quanto poi ci costa smaltirle e curarne i danni alla salute. E c’era anche il nome giusto che non hai trovato: “Concerto d’Amore per la Terra dei Fuochi”, Caserta PalaMaggiò 25 febbraio 2011!

Gigi, ti amo e ti ringrazio con tutto il cuore per lo spazio e la gioia che hai donato ad Aurora che diventa amore e forza per tutti i bambini come lei: ma credimi, ancora sei lontano da come spegnere veramente “Terra dei Fuochi”. Tu sai cantare e sai suonare: fallo con tutto l’amore che puoi senza cercare sponsors inutili (men che meno politici!) e che non centrano il messaggio. Nasce più cancro e danno alla salute dalle plastiche non ben riciclate, che da tutti i 30 centesimi a confezione che diventeranno insufficienti ambulanze!

Da decenni noi ambientalisti lottiamo per ridurre le plastiche che stanno distruggendo il mondo. Siamo la Nazione che usa (male!) più bottiglie in plastica di tutta la Ue e tu vieni a spegnere Terra dei Fuochi con le bottiglie di acqua minerale in plastica!
Gigi, canta soltanto: è meglio!