Il piano presentato ieri in conferenza stampa dall’onorevole De Luca e non ancora preso in visione nei dettagli da noi competenti tecnici indipendenti di Isde medici ambiente Napoli e Campania, ad una prima lettura dei report giornalistici sembra sostanzialmente in linea con quanto da noi proposto nei gruppi di lavoro indipendenti che erano stati invitati a dare il proprio contributo in campagna elettorale.

Va apprezzata la celerità di risposta e la piena assunzione di responsabilità del neo governatore e della Regione Campania che sembrano molto lontani dai bizantinismi inconcludenti della gestione Caldoro, incisivi solo nel distribuire in campagna elettorale decine di milioni di euro “a pioggia” per pubblicità e concerti alla Gigi D’Alessio, prioritariamente a tutela delle mozzarelle e delle pummarole più che dei cittadini campani, e dalle mancate assunzioni di responsabilità dei numerosi anni della gestione Bassolino.

Vorrei solo ricordare che la mia tesi di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva nel 2010 è stata centrata proprio sulle circa 50 proposte e avvio lavori di altrettanti impianti di compostaggio nella regione Campania che erano stati censiti dal 2000 al 2010 di cui nessuno è stato poi realizzato e che porterà al drammatico 3% di dotazione attuale di impianti di compostaggio nella regione Campania rispetto al 15% della media nazionale sul totale della raccolta dei rifiuti urbani in regione Campania: di fatto, il solo impianto di De Luca a Salerno e poco più. Ma la Regione Campania per questi tanti impianti mai fatti ha già pagato con le nostre tasche centinaia di milioni di euro per il nulla sino ad oggi.

Alcune roboanti affermazioni sono ancora un po’ slogan da campagna elettorale:

“Mai più inceneritori – Mai più ecoballe – Mai più terra dei fuochi – Mai più discariche”

E’ la storia del bicchiere: c’è chi lo vede mezzo vuoto e chi mezzo pieno. Quello che conta prioritariamente (e, da medico, ci fa dispiacere!) è sempre non perdere punti nella vendita di pummarole o mozzarelle o acque minerali, anzichè dare priorità assoluta alla salute dei cittadini di Italia più giovani ma più ammalati di tutte le patologie cronico-degenerative esistenti e che, grazie alla ripartizione-truffa del fondo sanitario nazionale corretta solo per età e non per cronicità e quindi costi di patologie, pone la Campania come la regione meno finanziata in Sanità, ma con il massimo di tutte le patologie cronico degenerative esistenti in Italia!

Ma, per chi ha lottato per modificare il Pgrrsu Campano che prevedeva ben 5 amxi inceneritori, è comunque un passo avanti enorme.

Il piano Rsu presentato dalla giunta Caldoro, sempre con gli stessi tecnici “occulti” della gestione Bassolino (tipo prof. Arena quello del mitico fuori onda di Bassolino a Report di Bernardo Iovene nel 2007) avrebbe portato matematicamente la Campania a bruciare circa 340 kg/ pro capite/anno di rsu, rispetto al totale di circa 404 oggi prodotti, azzerando di fatto raccolta differenziata e compostaggi come da vigenti norme europee e nazionali e trasformando la Campania come primo attrattore nazionale di rifiuti anche speciali assimilabili agli urbani esattamente come oggi avviene per i Paesi Bassi e la Danimarca, che hanno il bisogno di importare rifiuti per le necessità dei loro sovradimensionati impianti che raggiungono e superano il 340 Kg/pro capite/anno rispetto ad una produzione totale di circa 600 e una raccolta differenziata che, giunta ormai al 70% circa, ne sottrae non meno di 450!

Noi tecnici indipendenti e comitati da tempo avevamo compreso che si voleva ridurre la Campania, dopo gli anni in cui è stata la discarica industriale ufficiale di Italia, nella regione più “inceneritorista” di Italia per importare (legalmente!) anche rifiuti speciali e industriali altrui.

E’ un primo passo di azione di governo concreta, responsabile e incisiva, anche per la spinta eccezionale obbligata data dalla multa inflitta dalla Europa ma che, da sempre, aveva come effetto solo la proposta di fare altri maxi inceneritori, utili per perpetuare l’utilizzo della Campania come discarica-inceneritore dei rifiuti non urbani ma speciali e industriali di Italia ed Ue.

Siamo lieti di avere contributo anche con i nostri immani sacrifici a questo importante cambio di rotta gestionale della regione Campania.

Non ci siamo avviliti quando siamo stati definiti “professori di violino” dall’allora “inceneritorista” sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, né ci rizzeliamo se la scelta è oggi motivata, come sempre, più da motivi economici che di prevenzione primaria: vada come lezione di tattica e strategia agli ambientalisti “duri e puri “, per capire come si deve combattere per vincere, non per “perdere con onore”.

Abbiamo martellato la politica, formato il popolo, obbligato a fare i conti in pubblico allo Stato sui rifiuti speciali e non solo urbani, scoprendo che il vero problema in Campania come in Italia non è il 24% dei rifiuti urbani, ma il 76% dei rifiuti speciali, industriali e tossici per i quali, purtroppo, in Campania non registriamo ancora impianti a norma, come per esempio per i rifiuti speciali ospedalieri, ivi inclusi i radioattivi, e per l’amianto.

Adelante, Pedro, con juicio!” è la frase messa dal Manzoni (Promessi sposi, cap. XlI) in bocca al cancelliere Ferrer, che la rivolge al suo cocchiere, mentre la carrozza passa attraverso una folla di dimostranti, diretta al palazzo del Vicario di Milano.

Adelante, Enzo, con juicio y transparencia!” è oggi il nostro commento- invito-incitamento al neo Governatore De Luca che ha ben compreso che nel deserto totale della politica e della assunzione di responsabilità della intera classe dirigente napoletana, non solo deve obbligatoriamente dimostrare di sapere fare, ma anche di sapere comunicare dati in trasparenza e coinvolgere tecnici e comitati indipendenti senza più mentire e prendere in giro il popolo campano/napoletano, ormai attento, ancora martirizzato dai roghi e dalla malagestione dei rifiuti urbani ma anche e soprattutto dei rifiuti speciali e quindi con una rivolta, innanzitutto politico-elettorale, che cova sotto le ceneri non solo della munnezza ma di una intera classe politica e professionale che ha umiliato negli ultimi venti anni una Regione ed una città con oltre 25 secoli di civiltà e di storia.