BATTIATO ok

Dopo aver svelato alcuni dei messaggi più o meno criptati, più o meno in codice dei primi due album “pop” di Franco Battiato (L’Era del Cinghiale Bianco e Patriots), eccoci nuovamente insieme per proseguire sul nostro cammino coi due album immediatamente successivi: La voce del padrone (EMI, 1981) e L’Arca di Noé (EMI, 1982).

Già a partire dal titolo, La voce del padrone cela un significato esoterico: “Secondo un insegnamento antico – afferma P.D.Ouspensky in ‘Frammenti di un insegnamento sconosciuto’ (Astrolabio, 1976) – (…) un uomo nel pieno senso della parola è composto di quattro corpi. Nel linguaggio figurato di certi insegnamenti orientali, il primo è la carrozza (corpo), il secondo è il cavallo (sentimenti, desideri), il terzo è il cocchiere (pensiero) e il quarto è il padrone (Io, coscienza, volontà). (…) la carrozza è attaccata al cavallo per mezzo delle stanghe, il cavallo al cocchiere per mezzo delle redini, il cocchiere al suo padrone per mezzo della voce di lui”. Annino La Posta, nel volume ‘Franco Battiato, soprattutto il silenzio‘ (Giunti, 2010), commenta così il passo di Ouspensky: “Eccola, più probabilmente, la voce del padrone: quella della coscienza, che il pensiero dell’uomo sveglio, teorizzato da Gurdjieff, deve saper ascoltare. E pensare che c’è chi parla di nonsense!”.

Andando oltre, sempre in questo disco del 1981, nel brano Segnali di vita, troviamo ben due periodi che fanno riferimento a precisi concetti della filosofia gurdjieffiana. “Si sente il bisogno di una propria evoluzione, sganciata dalle regole comuni, da questa falsa personalità”. Battiato, ai tempi frequentatore dei gruppi gurdjieffiani, si riferisce qui al binomio essenza e personalità, che Ouspensky tratta diffusamente nel libro ‘L’evoluzione interiore dell’uomo‘ (Mediterranee, 1972): “È impossibile studiare l’uomo come un tutto, perché è diviso in due parti (…) Nel sistema che noi studiamo queste due parti sono chiamate essenza e personalità (…) L’essenza è un bene che gli è proprio; è ciò che gli appartiene. La personalità è ciò che non gli appartiene (…) Di regola l’essenza dovrebbe dominare la personalità (…) il dominio della personalità sull’essenza produce i risultati peggiori”. L’altro messaggio criptato del brano Segnali di vita è il seguente: “Ti accorgi di come vola bassa la mia mente? È colpa dei pensieri associativi se non riesco a stare adesso qui”. L’idea del pensiero automatico, o appunto associativo, pregna tutta la psicologia gurdjieffiana, collegandosi direttamente al concetto di presenza: la possibilità di essere qui e ora, liberi dalla prigionia del pensiero associativo e automatico.

Andiamo infine al brano che, oltre a celare nel suo stesso titolo uno dei pilastri portanti dell’insegnamento di Gurdjieff, più di qualunque altro rivela la filiazione gurdjieffiana di Franco Battiato: Centro di gravità permanente. “(…) questo insegnamento – spiega sempre Ouspensky in ‘L’evoluzione interiore dell’uomo‘ – suddivide l’uomo in sette categorie (…) L’uomo n. 4 (…) differisce dall’uomo n. 1, 2 e 3 per la conoscenza di se stesso, per la comprensione della propria situazione e per il fatto di aver acquisito un centro di gravità permanente”. Sorprendente pensare che proprio La voce del padrone, un album così profondamente ermetico, fu il primo in Italia a superare il milione di copie vendute.

Passiamo ora all’album immediatamente successivo, L’Arca di Noè. Nel brano Clamori ascoltiamo il seguente verso: “Il mondo è piccolo, il mondo è grande, e avrei bisogno di tonnellate d’idrogeno”. Cosa potrà mai significare aver bisogno di tonnellate d’idrogeno? Ebbene, e sempre in seno all’insegnamento gurdjieffiano, l’idrogeno è uno degli elementi più importanti per l’evoluzione interiore dell’uomo: “(…) se prendiamo il Raggio di Creazione – leggiamo nel libro ‘La Quarta Via’ (Astrolabio, 1974) – diviso in quattro triadi e teniamo presente che la somma totale di ciascuna triade è un idrogeno preciso, otterremo quattro idrogeni e quattro precise densità di materia”. Gli idrogeni, secondo Gurdjieff, sono quelle sostanze che servono da nutrimento per la coscienza dell’essere umano, e il cui accumulo (da qui le tonnellate d’idrogeno auspicate da Battiato) consentirebbe lo sviluppo, la realizzazione, dei cosiddetti centri superiori. Inutile, dopo tutte le considerazioni fatte in questo articolo come anche nel precedente, soffermarsi sul periodo, contenuto nel brano New frontiers, “L’evoluzione sociale non serve al popolo se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero”: a questo punto dovrebbe risultarci tutto più chiaro.