Via libera al terzo piano di aiuti da 86 miliardi di euro per la Grecia: lo ha deciso l’Eurogruppo alla fine della riunione odierna a Bruxelles.  I ministri delle finanze europei hanno dunque alla fine trovato l’accordo, chiedendo però alla Grecia di realizzare il fondo per le privatizzazioni da 50 miliardi di euro entro il 2015. “L’accordo politico è stato raggiunto” ha annunciato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Nelle casse elleniche arriveranno dunque 86 miliardi per i prossimi tre anni, provenienti dall’Esm.

Entro il 2015 fondo privatizzazioni per 50 miliardi – “Ci rallegriamo per le misure prese dal governo greco”, ha commentato Dijsselbloem. In particolare, ha annunciato il presidente dell’Eurogruppo, “ci sarà un piano di privatizzazione rafforzato”. Nel dettaglio la Grecia dovrà creare e rendere operativo entro la fine del 2015 il fondo per le privatizzazioni, che comprenderà anche alcune banche dopo la ricapitalizzazione. Il fondo dovrà realizzare 50 miliardi mettendo asset sul mercato.  “L’Eurogruppo – si legge in una nota – considera indispensabile e accoglie con favore l’intenzione del Fmi di raccomandare al board un nuovo sostegno alla Grecia una volta che l’accordo su un possibile alleggerimento del debito sia raggiunto”. Una volta approvato, infatti, l’impegno del Fondo monetario internazionale ridurrà quello del Esm.

Prima tranche a rate solo dopo “tagliando” ai tagli – Il Consiglio dei governatori entro mercoledì si riunirà per valutare l’accordo. La prima tranche di aiuti sarà da 26 miliardi di euro e sarà suddivisa in due sub-tranche: una da 10 miliardi sarà disponibile immediatamente per la ricapitalizzazione delle banche, la seconda, da 16 miliardi, sarà versata in più volte, cominciando con 13 miliardi entro il 20 agosto. Il resto verrà dato in autunno in seguito all’attuazione delle misure contenute nel Memorandum: una sorta di tagliando alle richieste avanzate dall’Ue al parlamento greco. La seconda tranche da 15 miliardi per la ricapitalizzazione delle banche sarà resa disponibile dopo la prima revisione del programma e non oltre 15 novembre, in seguito alla ‘revisione della qualità degli attivì e agli stress test.  Il ministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos ha spiegato inoltre che il salvataggio verrà “testato” ogni 3 mesi . L’Eurogruppo – si legge nella nota diffusa da Bruxelles – è pronto a considerare, se necessario, possibili misure aggiuntive sul debito greco (allungamento scadenze e dei periodi di grazia), ma condizionate all’applicazione del Memorandum. E solo dopo la prima revisione. Inoltre l’Eurogruppo ribadisce che è escluso ogni taglio del suo valore nominale.

“Fondamentale il voto ellenico e il rimpasto” – Alla vigilia della riunione di oggi, la Germania aveva cercato di spingere per varare un secondo prestito ponte e rinviare il via libero al piano di aiuti: l’approvazione da parte del Parlamento ellenico del nuovo pacchetto di misure di austerità ha convinto l’Eurogruppo. “Abbiamo elogiato le autorità greche per il loro forte impegno dimostrato nelle ultime settimane e per la collaborazione con le istituzioni, è stata una cosa molto utile. Si tratta di un pacchetto di riforme ambizioso, che permetterà di accogliere un costesto di riforme strutturali, per migliorare la competitività”, ha detto Dijsselbloem, in riferimento all’approvazione arrivata nelle scorse ore da parte del parlamento ellenico del  terzo memorandum di sostegno alla Grecia. Il presidente dell’Eurogruppo ha anche fatto cenno all’avvicendamento sulla poltrona di ministro delle Finanze della Grecia: da Yanis Varoufakis a Euclides Tsakalotos.  “Dopo il cambio all’interno del governo e la crisi che abbiamo avuto, la cooperazione è diventata molto forte, seria e costruttiva”.

“Oggi sono lieto di dire che tutte le parti hanno rispettato i loro impegni”,è stato invece il commento del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. “La Grecia sta rispettando i suoi impegni e sta procedendo a riforme ambiziose. Il messaggio di oggi è forte e chiaro: la Grecia è e resterà irreversibilmente membro della zona euro e la Commissione europea sosterrà la Grecia nel suo cammino verso una crescita equa, per la creazione posti di lavoro”. Oltre l’80% degli 85 miliardi di nuovi aiuti alla Grecia sarà destinato al saldo o al rifinanziamento del debito pregresso(53%) e alla ricapitalizzazione delle banche (30%), mentre al governo resteranno da gestire solo 10 miliardi e gli investimenti per il rilancio dell’economia saranno ipotecati al buon esito delle cosiddette privatizzazioni