Via libera al terzo pacchetto di aiuti, ma con un “tagliando” già a settembre-ottobre. E’ l’esito che si profila nel giorno della riunione a Bruxelles dei ministri delle Finanze dell’Eurozona, chiamati a decidere se dare luce verde all’esborso di altri 85 miliardi di euro alla Grecia. Ad anticiparlo è stato il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, parlando con i giornalisti prima dell’inizio di un vertice che si preannuncia lungo e complesso. Berlino spinge per un nuovo rinvio e il varo di un secondo prestito ponte, ma dopo l’approvazione da parte del Parlamento ellenico del nuovo pacchetto di misure di austerità sembra più probabile un compromesso che riconosca i progressi fatti. In serata, a vertice ancora in corso, fonti greche hanno fatto sapere che la Grecia dovrebbe ricevere 13 miliardi come prima tranche del piano e subito dopo altri 10 miliardi per ricapitalizzare le banche.

La Commissione Ue in mattinata ha fatto sapere di essere “incoraggiata dal voto forte del Parlamento greco” al terzo pacchetto di aiuti e “sulla base dell’accordo ambizioso” raggiunto da Atene e dai creditori internazionali si è detta “fiduciosa sull’approvazione da parte dei ministri finanziari della zona euro del piano di aiuti da 85 miliardi a favore della Grecia”. “La credibilità dell’accordo è puntellata da un numero significativo di riforme sincere, tra cui misure importanti per affrontare le sfide strutturali che da tempo l’economia greca deve affrontare”, si legge nella nota, “come la raccolta delle tasse, le pensioni, il sistema sanitario, la competitività nel mercato dei prodotti, le professioni e l’energia, che dimostrano l’intenzione del governo greco di normalizzare la situazione nell’economia rapidamente”. Di conseguenza un esito positivo è “interamente possibile”, ha dichiarato una portavoce. Tuttavia Dijsselbloem ha anticipato che quello tra i ministri “non sarà un incontro breve, il memorandum è un documento lungo, ci saranno molti dettagli da chiarire, e ci saranno delle critiche” da parte di alcuni. “La sostenibilità del debito resta una grande preoccupazione per il Fmi, e ce ne occuperemo a ottobre”, ha concluso. E anche il fondo per le privatizzazioni, il cui funzionamento non è ancora definito, solleva molti dubbi.

Per Berlino “decisiva” la partecipazione dell’Fmi. Che prende tempo – Restano poi sul tavolo le obiezioni di Berlino, che ritiene “decisiva” la partecipazione del Fondo monetario internazionale al salvataggio della Grecia. Ma l’Fmi, pur definendo “un passo avanti molto importante” il memorandum d’intesa concordato da Atene con la troika, ha annunciato come previsto che “valuterà la propria partecipazione in ulteriori finanziamenti alla Grecia una volta che saranno prese misure sul programma delle autorità e sulla ristrutturazione del debito“. Opzione che ha sempre incontrato la netta opposizione del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Ora però, in linea con l’apertura arrivata dalla Cancelliera Angela Merkel a luglio, Berlino sembra lasciare aperta la porta a un riscadenzamento dei rimborsi, pur confermando la contrarietà a un taglio tout court degli oltre 300 miliardi di esposizione accumulati dalla Grecia.

Syriza spaccata. Premier chiederà voto di fiducia – Il governo di Alexis Tsipras nella mattinata di venerdì è riuscito a superare la soglia dei 151 voti necessaria per il via libera al terzo memorandum solo grazie al sostegno dell’opposizione. La votazione ha evidenziato una spaccatura sempre più profonda all’interno di Syriza che potrebbe arrivare a una scissione. Solo 118 esponenti del partito hanno votato “sì”. Per questo il premier è orientato a chiedere il voto di fiducia dopo il 20 agosto. Durante la discussione in aula Tsipras ha avvertito che un prestito ponte, la soluzione alternativa al terzo pacchetto di aiuti, implica “un ritorno ad una crisi senza fine“. “Questo è ciò che alcuni cercano sistematicamente, e noi abbiamo la responsabilità di evitarlo, di non facilitarlo”, ha concluso il premier. Poi il via libera dei deputati, pur con molte defezioni. Tra cui quella dell’ex ministro Yanis Varoufakis.