Mettiamola così, se dovessimo usare Prince come parametro per ragionare su come un arista deve sensatamente muoversi nella giungla che è diventata oggi la discografia, con ogni probabilità ne usciremmo non tanto confusi, quanto completamente impazziti. Prince Roger Nelson, la cui data di nascita è già oggetto di discussioni e di mistero, è da sempre considerato, a ragione, un cavallo pazzo della discografia mondiale. Un genio, su questo tutti sono d’accordo, di quelli che li guardi e poi dici “genio e sregolatezza”. Notissima è la sua querelle con la Warner, che l’ha portato dall’essere vicepresidente della major all’intentare una vera e propria battaglia, e il periodo in cui, per protesta e per faccende contrattuali, si faceva chiamare The Artist Formerly Known as Prince.

Da quel momento la sua carriera, che non ha più toccato vertici ma è sempre rimasta di ottimi contenuti artistici, è stato un vero susseguirsi di parabole e cambi di rotta, con Prince che si innamora del web, e Prince che ritira tutte le sue canzoni dal web, con Prince che, uno dei primi casi al mondo, almeno a livello mainstream, vende il suo album in edicola con un giornale, e Prince che dichiara guerra ai giornali. Poi, visto che la carriera di Prince dura da una quarantina d’anni e tocca giocare di sintesi, ecco Prince che a luglio ritira tutti i suoi brani dalle piattaforme di streaming, inneggiando al diritto degli artisti di veder riconosciuti i loro diritti d’autore, e subito dopo, due giorni fa, c’è Prince che annuncia urbi et orbi che il suo prossimo album, in uscita a settembre, Hitnrun, verrà pubblicato su Tidal. In precedenza, a maggio, c’è stato, in verità, il suo concerto Rally 4 Peace regalato alla discussissima piattaforma ideata da Jay Z e che vede coinvolti tutta una serie di artisti, da Beyoncé a Nicki Minaj, passando per Madonna e Kanye West.

Un paio di giorni fa è circolata anche la copertina, dopo che negli ultimi mesi sono usciti un paio di singoli anticipatori, ultimo dei quali Hardrocklover (a Prince piace scrivere i titoli senza spazi, sì). A leggere le reciproche dichiarazioni di Prince e Jay Z, sembra vero amore. Da una parte si parla di vera libertà, di attenzione per gli artisti, dall’altra di vera arte, di onore nell’ospitare uno spirito libero e indiscusso talento. Quanto durerà questa storia non è dato saperlo. Conoscendo Prince, si suppone poco. Un giorno ci sveglieremo, andremo ad ascoltarci il repertorio del Nostro su Tidal, e scopriremo che non ci sarà più neanche un brano, ma che nel mentre tutto sarà stato caricato su YouTube o sarà finito in edicola col Fatto. Genio e sregolatezza, appunto, ma quanta bella musica ci ha regalato e ci continua a regalare, diamine.