Grecia, l’intera isola di Lesbo trasformata in centro di accoglienza permanente, nel pieno della stagione estiva. L’emergenza dei migranti arrivati per lo più dalla Siria è giunta ad un picco significativo. Non bastavano i 30mila arrivi del solo mese di giugno (mille al giorno), ecco che anche luglio è stato caratterizzato da un intenso flusso di disperati in fuga da guerra e miseria.

Per questo l’agenzia Onu per i rifugiati ha chiesto alla Grecia di meglio controllare il “caos totale” presente nell’Egeo, ma dimenticando che il Paese versa già in condizioni economiche drammatiche e che quindi poche sono le risorse che può destinare al problema, nonostante possa contare sul Commissario Europeo all’immigrazione, il greco Dimitris Avramopoulos, ex ministro degli esteri conservatore.

Solo a luglio ben 50mila rifugiati hanno raggiunto le isole greche, ha detto Vincent Costel, direttore dell’Alto Commissario per l’Europa, dopo aver visitato Lesbo, Kos e Chios, tre isole gettonatissime tra i turisti ma al contempo prima destinazione dei migranti perché le più vicine alle coste turche. In termini di acqua potabile, di condizioni sanitarie e di aiuti alimentari, la situazione è del tutto insufficiente, ha certificato il dirigente.

“Nella maggior parte delle isole, le persone non dormono sotto un tetto ma dove capita“. Numerose sono le immagini che circolano in rete in queste settimane che documentano fiotte di migranti che affollano i le banchine delle suddette isole, mentre giungono i traghetti che riversano lì i turisti. O quelle di piazza Omonia, ad Atene, a due passi dalla sede di Syriza in Koummoundourou dove un gruppo ha addirittura piantato delle tende. Il veterano dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha detto che “non ha mai visto una situazione del genere”.

A pochi chilometri da Lesbo, sull’isola di Kos, ecco un altro gruppo di migranti arrivati a riva sotto gli occhi indifferenti di bagnanti e turisti. Giungono dalla vicina Bodrum, in Turchia, e contribuiscono ad arricchire fino a ottomila unità il numero di migranti giunti nella sola Kos dall’inizio del 2015. La Guardia Costiera ellenica sostiene che il numero degli sbarchi sulle isole dell’Egeo orientale è triplicato nei primi tre mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2014.

E mentre i rappresentanti dell’agenzia Onu per i rifugiati parlano di “caos assoluto”, da parte sua il premier Alexis Tsipras ha potuto solo presiedere al Ministero degli Affari Interni il vertice di emergenza sullo straordinario flusso di migranti diretto verso le isole greche. In quell’occasione ha invitato l’Europa a sostenere maggiormente Atene anche perché, secondo un report dell’intelligence, ci sarebbero circa due milioni di rifugiati sulle coste turche pronti ad entrare in Europa, principalmente attraverso la Grecia.

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