Per Beppino Englaro le chiacchiere “stanno a zero”, i parolai non gli garbano. Severo nel valutare chiunque e qualunque proposta abbia a che fare con la vicenda di Eluana. Si è sempre comportato in questo modo: coerente nel corso degli anni. Lo era nel 2009 (era il 9 febbraio quando questo padre disse addio alla figlia) fedele alla sua determinazione di non lasciarsi tirare la giacchetta da nessuno, così come quando gli parlano di un’iniziativa che racconti la sua storia, Beppino chiede di incontrare, sapere, chiarire subito le cose e soprattutto che si mantenga fede a ciò che viene stabilito.

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È stato così nel 2010 con la canzone di Povia, con i diversi libri scritti sul “caso Englaro”, gli articoli che vengono pubblicati, con la pellicola di Marco BellocchioBella addormentata” e non poteva dunque essere altrimenti anche per il nuovo progetto editoriale targato 001 Edizioni. Una graphic novel dal titolo: “Eluana: 6233 giorni”, soggetto di Claudio Falco (professione ematologo) con lo sviluppo della sceneggiatura di Marco Ferrandino, disegnata da Martina Sorrentino e con la prefazione curata dal professor Maurizio Mori fondatore e attualmente presidente della Consulta di Bioetica.

La graphic novel sarà disponibile a settembre nelle librerie di tutta Italia. “Non ho mai impedito a nessuno di scrivere o raccontare di Eluana, ma mi aspetto che ci sia coerenza e onestà rispetto a ciò che è accaduto nella nostra famiglia. Ho sempre voluto che il centro dell’attenzione fosse il rispetto della volontà di Eluana. Come ci siamo arrivati è relativo, perché dal mio punto di vista era quella l’unica strada possibile. Quella cioè della legalità”. Per giungere alla volontà del “fine vita” espressa da Eluana sono però serviti 6233 giorni di sofferenze per la famiglia sottoposta a processi, giudizi e offese soprattutto da parte dei politici. Tutto raccontato e descritto nelle strisce che compongono la pubblicazione realizzata insieme alla Consulta di Bioetica (sezione campana) con il supporto della Scuola italiana di Comix di Napoli.

Disegni per diffondere la storia della lunga battaglia della famiglia Englaro che ha avviato il dibattito pubblico su un tema che riguarda l’autodeterminazione e la libertà della persona. “Oggi le cose sono cambiate e grazie al testamento biologico si può decidere” rincara Beppino che lunedì 10 agosto alle 18 parteciperà alla presentazione della nuova pubblicazione iconica (128 pagine in bianco e nero) in programma al Castello Normanno di Ariano Irpino. Due esistenze parallele, due ragazze nate lo stesso giorno e lo svolgersi delle loro vite: le cose che non ha mai potuto fare Eluana raccontate da Laura, che nel fumetto realizzato e prodotto dalla 001Edizioni è la “gemella di culla” nata lo stesso giorno e ritratta nella parte finale del libro.

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Una traduzione in strisce della complessa vicenda giuridica della storia affidata a una giovane disegnatrice e a uno sceneggiatore che, nelle intenzioni del direttore editoriale di 001, Antonio Scuzzarella, hanno saputo ben interpretare e anche trasferire il cambiamento di opinione pubblica innescato dal “dopo Eluana”. Niente retorica nella pubblicazione che si sviluppa in quattro atti, nei quali non vengono citati nomi sostituiti con classe politica e classe media. Tutto è nato dalla volontà di Pina Florenzano, odontoiatra di Napoli e tra i fondatori della Commissione di Bioetica. “Tutto è iniziato in un master durante una lezione di comunicazione nella sanità. Mario Punzo della Comix ci disse: voi vivete storie forti, noi abbiamo bisogno di storie forti. Quella frase mi entrò in testa” confessa Florenzano ricordando poi il viaggio a Roma per incontrare Beppino Englaro, presentargli l’idea e soprattutto illustrarne i contenuti. Lui rispose: “Ho capito di avere di fronte a me dei professionisti. Sono sicuro che sarà una cosa bellissima”.

“Eluana: 6233 giorni” si chiude con l’apporto dell’avvocato Francesca Girardi della Consulta di Bioetica e il punto sullo stato di fatto della legislazione, oltre ad un confronto sulla situazione europea. Le ultime parole sono però di Beppino Englaro, intervistato da Valentino Sergi, che afferma:” Noi cittadini sottovalutiamo sempre la nostra capacità di poter cambiare le cose.Tutti possiamo cambiare le cose che sono ingiuste. Mia figlia è stata condannata a vivere. Quando andrai per la prima volta da Costanzo feci presente che una condanna a morte è poca cosa rispetto ad una condanna a vivere”.

e.reguitti@ilfattoquotidiano.it