Ennesimo naufragio al largo delle coste libiche. Questa volta le vittime sarebbero una quarantina: i migranti annegati erano su un barcone, affondato giovedì 24 luglio ad alcune miglia dalla Libia. A riferirlo sono alcuni dei sopravvissuti che sono sbarcati nel porto di Augusta, in provincia di Siracusa. I superstiti sono stati salvati dalla nave militare tedesca Holstein che ha prestato soccorso complessivamente a 283 profughi, provenienti da Somalia, Eritrea, ma anche Benin e Mali.

Le testimonianze dei sopravvissuti vengono ritenute attendibili dall’organizzazione umanitaria Save the Children. “Abbiamo parlato con diversi di loro – spiega Giovanna Di Benedetto, portavoce dell’organizzazione – e le versioni sono concordi. Ho davanti a me un ragazzo in lacrime perchè ha perduto il fratello. Le vittime sarebbero tutte originarie di paesi dell’area sub sahariana”. Agli operatori i superstiti hanno raccontato che erano circa 120 su un gommone fatiscente partito dalla Libia che a un certo punto avrebbe cominciato a imbarcare acqua. Una quarantina di migranti, tra i quali donne e bambini, sarebbero annegati dopo essere finiti in mare.

L’ultima tragedia nelle acque del canale di Sicilia risale al 19 aprile scorso quando un peschereccio si era inabissato davanti alle coste della Libia: le vittime in quel caso erano state più di 800. Le indagini aperte dalla procura di Catania avevano portato all’individuazione dei due scafisti.