La rinascita dopo il fallimento. Grazie ai soldi dei bordelli. Il Varese è una delle nobili decadute della Lega Pro che quest’estate non sono riuscite a iscriversi al campionato. Dopo aver sfiorato la promozione in Serie A nel 2012, i biancorossi sono scomparsi dai professionisti, e adesso provano a ripartire dai Dilettanti. Anche in questo caso, però, servono risorse fresche per essere ammessi al torneo. E a metterle potrebbe essere un imprenditore locale, che gestisce alcuni locali di divertimento notturno in Canton Ticino.

Varese si trova a un tiro di schioppo dal cantone svizzero. Un’ottantina di chilometri, meno di un paio d’ore di macchina e si arriva in quello che viene considerato il “bordello d’Italia“, dove la prostituzione non conosce crisi e viene tassata. Proprio il business a luci rosse potrebbe aiutare il Varese calcio. In questi giorni il sindaco Attilio Fontana è impegnato nel tentativo di coordinare le operazioni per costituire una nuova società e salvare il pallone in città. Tanti i nomi potenzialmente interessati. Ma secondo quanto riportato dal quotidiano La Prealpina, l’apporto decisivo potrebbe arrivare da un imprenditore dell’Alto Varesotto, che con i nightclub ha fatto fortuna oltre confine, e sarebbe disposto a tornare e investire una cifra importante, puntando al ruolo di main sponsor.

Donne ammiccanti o motti salaci sulle magliette del nuovo Varese? Facile ipotizzare le ironie di tifosi e avversari. Ma non sarebbe una novità assoluta per il mondo del pallone. Anni addietro aveva fatto molto discutere la sponsorizzazione del Trentino calcio da parte di una casa di appuntamenti di un’altra località straniera famosa per il turismo del piacere (Innsbruck, in questo caso). Sul sito ufficiale della squadra era ben visibile il banner del bordello, con tanto di link al suo portale. E la vicenda era finita persino in Consiglio comunale. Un paio di stagioni fa in Grecia una squadra amatoriale della città di Larissa si era rivolta a “Villa Erotika“, noto casino della zona, per fronteggiare la crisi che negli ultimi tempi ha messo in ginocchio tanti club ellenici. Adesso potrebbe toccare al Varese.

Se la trattativa condotta dal sindaco Fontana andrà in porto, i biancorossi si ritroveranno con uno sponsor decisamente “hot”sulle maglie. Ma per i tifosi riavere una squadra sarebbe una buona notizia. E la nuova proprietà rappresenterebbe comunque un salto di qualità rispetto al recente passato. L’ultimo patron, l’imprenditore libanese Alì Zeaiter, aveva patteggiato a tre anni e mezzo per truffa in concorso, e dopo aver terminato i domiciliari stava scontando la pena ai servizi sociali. Un altro ex presidente, Antonio Rosati, a ottobre 2014 era stato arrestato con l’accusa di associazione a delinquere. Il business dei locali a luci rosse, invece, in Svizzera è assolutamente legale. E adesso può salvare anche il pallone a Varese.

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