In Gran Bretagna è in corso il rinnovo delle cariche nel partito laburista e il candidato al momento più quotato è Jeremy Corbyn, della sinistra estrema del partito. Corbyn però è stato criticato, tra l’altro, per il suo passato supporto alla medicina omeopatica, e le critiche sono state così aspre che il quotidiano Guardian ha pubblicato un articolo per invitare alla moderazione i commentatori politici.

Mentre un privato cittadino può pensare quello che vuole su qualunque argomento, omeopatia inclusa, da un leader politico che potrebbe trovarsi ad avere responsabilità legislative ci si aspetta grande prudenza su tematiche che hanno rilievo sociale, come la medicina: Corbyn avrebbe fatto meglio a documentarsi di più sull’omeopatia, prima di esprimersi, perché l’efficacia dell’omeopatia è molto dubbia.

Le pratiche mediche inefficaci purtroppo sono anche pericolose, perché il paziente che le utilizza lascia che la malattia segua indisturbata il suo corso, e a volte l’esito è letale: il più recente caso di “morte omeopatica” di cui sono a conoscenza è quello di una bambina di 18 mesi che si chiamava Hope Elizabeth Delozier, morta nello scorso mese di marzo per una otite infettiva degenerata in ascesso cerebrale. Casi analoghi si sono verificati anche in Italia (a Tricase la morte di un bambino di 4 anni curato con l’omeopatia si è concluso con l’archiviazione delle posizioni del papà medico, la mamma e tre sanitari dell’ospedale), e c’è un sito web che raccoglie oltre 350.000 casi di “morti omeopatiche”. In genere non è l’omeopatia ad uccidere il paziente, ma la malattia, che però spesso sarebbe stata curabile con i metodi della medicina convenzionale.

Non c’è nessuna ragione di dubitare della buona fede di Corbyn, ma è chiaro che le sue affermazioni a favore dell’omeopatia, sebbene criticate, gli procurano voti; infatti un aspetto sociologico interessante della diffusione dell’omeopatia e delle medicine alternative sta nel fatto che, almeno nei paesi occidentali, queste prevalgono tra classi sociali relativamente agiate e di elevato livello culturale, spesso politicamente orientate a sinistra. Ad esempio, in uno studio sociologico inglese i gruppi di cittadini organizzati contro le vaccinazioni (che hanno una certa sovrapposizione con i fans dell’omeopatia) erano definiti in prevalenza “radical and reformist“. La stessa tendenza sociologica è stata osservata anche in articoli su quotidiani ad ampia diffusione.

Uno degli studi citati sopra indica tra le ragioni per le quali elevato livello culturale e idee riformiste si associano spesso a rifiuto delle vaccinazioni e predilezione per le medicine alternative, la diffidenza nei confronti della medicina convenzionale in quanto asservita all’industria farmacologica, “Big pharma”. Sarebbe interessante avere dati sociologici più ampi: ma nel frattempo bisogna anche chiedersi come migliorare la diffusione della cultura in materia di salute.