Fumata bianca tra Fiat ChryslerCnh Industrial e i sindacati per il rinnovo del contratto collettivo valido per gli oltre 85mila dipendenti dei due gruppi in Italia. Il contratto è stato firmato martedì 7 luglio dalle sigle Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Ugl metalmeccanici, esclusa la Fiom-Cgil, e Associazione quadri e capi Fiat (Aqcf), e prevede un nuovo sistema retributivo con la partecipazione dei lavoratori agli eventuali utili aziendali. Le altre novità sono la turnistica a ciclo continuo che prevede venti turni settimanali, sul modello dello stabilimento di Melfi dove vengono prodotte la Fiat Punto, la Fiat 500x e la Jeep Renegade.

L’accordo rimarrà in vigore fino al 2018 e stabilisce che se gli obiettivi di produttività saranno raggiunti, i dipendenti riceveranno premi compresi tra i 7.000 e i 10.700 euro nel periodo di validità del contratto. Il sistema, già applicato da due mesi nel settore auto guidato da Sergio Marchionne, viene esteso a tutte le società dei due gruppi. In mancanza del raggiungimento degli obiettivi, ai dipendenti verrà comunque riconosciuta un’erogazione fissa di 330 euro annui. Per quanto riguarda i neo assunti di Fca, è previsto un inquadramento sperimentale con tre soli livelli rispetto agli attuali otto.

Arriva poi l’organo unitario dei rappresentanti sindacali nelle singole unità produttive, che costituirà l’unico interlocutore con l’azienda a livello di stabilimento e si esprimerà esclusivamente a maggioranza assoluta dei suoi membri.

Secondo Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl, “è un accordo positivo che migliora salario e orario”. Anche il segretario generale della Uilm Rocco Palombella si è detto soddisfatto per l”‘epilogo positivo a questa vertenza contrattuale. Si tratta di un accordo molto importante che crea un nuovo sistema di relazioni sindacali in azienda, pluralista ma maggiormente partecipativo e regolamentato secondo il principio democratico di maggioranza, riconosce alcune voci retributive aggiuntive in determinati schemi di turnazione e, soprattutto, prevede i giusti riconoscimenti economici per i lavoratori che hanno sopportato, in questi anni, i costi della crisi, con un sistema premiale tendente in quattro anni”. Per il segretario generale dell’Ugl metalmeccanici Antonio Spera l’accordo “introduce un sistema innovativo sia dal punto di vista retributivo che normativo, prevedendo elementi di maggiore partecipazione e aprendo coraggiosamente la strada a un futuro di rilancio, oltre che all’obiettivo primario che perseguiamo da sempre: il ritorno a regime di tutti gli stabilimenti, previsto per il 2018”.