I 48mila dipendenti di Fiat Chrysler che lavorano in Italia parteciperanno ai risultati del gruppo e avranno premi legati all’andamento dell’azienda. L’amministratore delegato Sergio Marchionne lo ha annunciato in un incontro con le organizzazioni sindacali nel giorno della prima assemblea del gruppo ad Amsterdam. L’amministratore delegato ha spiegato la nuova politica retributiva: “Se gli obiettivi finali del piano saranno quelli attesi, e sono sicuro che lo saranno, tutti i nostri lavoratori in Italia avranno vantaggi economici di assoluto rilievo che deriveranno direttamente dal loro lavoro e dal loro impegno. Si tratta di un significativo passo in avanti nel coinvolgimento delle persone per raggiungere i risultati del piano industriale”. Un sistema simile è stato introdotto dal 2012 alla Ferrari, i cui dipendenti riceveranno nella busta paga di aprile un premio di 2.355 euro.

In media il premio varrà 1.400 euro, pari a circa 120 euro al mese, per quest’anno e il 2016 e 2017, per crescere a 2.800 (230 euro al mese) nel 2018. Se i risultati del gruppo saranno “superiori alle attese” le cifre saliranno rispettivamente a 1.900 e 5mila euro. Con il nuovo sistema retributivo, in quattro anni un operaio specializzato Fca guadagnerà tra i 7mila e i 10.700 euro in più. L’operazione avrà un costo per il gruppo  di oltre 600 milioni di euro nell’ambito del piano industriale 2015-2018.

Sono previsti due elementi addizionali al salario base: un bonus annuale e un elemento variabile. Il bonus sarà calcolato sui risultati di efficienza produttiva dei rispettivi stabilimenti di appartenenza confrontati con i parametri del sistema “World Class Manufacturing” e avrà un valore compreso tra il 5% e il 7% del salario base. Il secondo elemento potrà rappresentare tra il 12% e il 20% del salario base e sarà collegato al raggiungimento dei risultati economici per l’area Europa-Medio Oriente-Africa, inclusi i marchi premium Alfa Romeo e Maserati. In caso di mancato raggiungimento di ogni obiettivo, ci sarà comunque un’erogazione minima di 330 euro all’anno, 25 euro al mese.

Marchionne, annunciando il colpo di scena, ha voluto anche lanciare una stoccata ai sindacati, annunciando “la fine di un’era”: “Negli scorsi anni Fca ha dovuto fare i conti con un sistema di relazioni industriali stagnante basato su sterili contrapposizioni tra capitale e lavoro. Quei giorni sono finalmente finiti”. Intercettato dopo l’incontro, l’amministratore delegato ha inoltre aggiunto: “Questo accordo era dovuto ai lavoratori”. Per Rocco Palombella, segretario generali della Uilm, “è il segno di una fase nuova“. È dello stesso parere Annamaria Furlan, segretaria della Cisl: “È un risultato positivo, che rende il lavoratore partecipe e protagonista. Queste sono le relazioni del Paese”.