Il Google Doodle è uno dei ‘giochini interattivi’ più cliccati ogni giorno. Oggi, per dire, è il centoquattordicesimo anniversario dalla nascita di Eiji Tsuburaya. Chi?, vi starete chiedendo. Per saperne di più avete due possibilità, semplici: continuare a leggere queste righe o andare, appunto, su Google e cliccare sopra il Google Doodle, per vedere coi vostri occhi.

In realtà, trattandosi di Eiji Tsuburaya, Google non vi darà in quest’occasione informazioni precise, come data di nascita, opere e missioni, ma vi inviterà a svolgere, per qualche minuto, quello che per anni e anni è stato il suo lavoro, cioè il creatore di mondi fantastici e di effetti speciali per il cinema. Eiji Tsuburaya, infatti, il cui nome evoca già imprese epiche, è stato non solo colui che ha concepito buona parte degli effetti speciali dei tantissimi film del mostro nucleare Godzilla, ma anche il creatore tout-court dell’eroe nipponico Ultraman, nonché inventore di mille altre storie, sempre tra l’apocalittico, il fantascientifico e anche l’orrorifico. Chiunque sia stato bambino negli anni sessanta e settanta, come chi scrive, è cresciuto seguendo le gesta degli eroi cui il signor Tsuburaya ha regalato un’effettistica certo non paragonabile con quella contemporanea, ma sicuramente dotata di un fascino unico, oltre il vintage.

Vedere questi mostri palesemente finti che distruggono plastici che rappesentano città, sapendo bene, ora che si è grandi, che Godzilla e gli altri mostri altro non era che l’incarnazione dei fantasmi delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki, mette quasi nostalgia. Anzi, mette proprio nostalgia. Così come ha uno strano effetto proustiano vedere quelle tute colorate, poi riprese dai Power Ranger, quei raggi laser fatti con delle torce, quelle astronavi appese a un filo, visibile.

Ecco, il Google Doodle di oggi ci offre la possibilità, attraverso dieci semplici passaggi, di incarnare dieci singole peculiarità del lavoro di Tsuburaya, dall’infilare la maschera da mostro godzilliano al distruggere palazzi e silos di un porto, dall’attaccare le navicelle, noi mostri alieni, all’indossare la tuta da supereroe pronti a partire in volo. Il tutto nel giro di pochi secondi, perché di film, Tsuburaya, ne faceva decine in contemporanea. Dieci mosse e avrete messo insieme un piccolo corto. Dieci mosse per tornare bambini. O per cominciare a esserlo da adulti.