Il banchiere non è né buono, né cattivo, vuole i profitti. I banchieri a fare scelte politiche non ci devono stare. E l’inizio è questo“. Sono le parole di Beppe Grillo, raccolte da Paolo Celata per il TgLa7 in piazza Syntagma, ad Atene, durante i festeggiamenti per il ‘no’ al referendum greco. “E’ un risultato straordinario” – commenta il leader del M5S – “perché è un cambiamento di visuale del mondo. Il referendum sull’euro in Italia? Certo che si può fare, noi l’abbiamo chiesto. Ma qui c’è una Costituzione diversa, che andrebbe un po’ modificata come è stato fatto nell’89. Non è impossibile. Però il senso è che si sta decidendo qualcosa di geopolitica, che non ha niente a che vedere con la finanza e con l’economia”. Grillo si sofferma sul debito ellenico e sulla “creditocrazia” e aggiunge: “Questo sistema sta collassando e comincia dalla Grecia, che è il Paese meno europeo di tutti, perché un greco non ha niente di europeo: è più russo, ortodosso, orientale”. Poi torna sull’ipotesi di referendum in Italia: “Chiediamo se il popolo italiano è a favore o no di restare nell’euro. L’euro è un’illusione. Decrescita felice e impoverimento? Ma perché c’è questo terrorismo? Guardate che una forma di contro-democrazia è la vostra informazione e quella fatta in Grecia, per il terrore che è stato indotto nelle persone. Ma in Grecia la gente non ci è cascata ed è andata a votare quello che sentiva di votare. Anche i media italiani” – continua – “dicono che uscire dall’euro è una disgrazia, quando Krugman e altri premi Nobel dicono di farlo il prima possibile. E sarà di una facilità estrema: soffriremo tutti insieme un annetto, un annetto e mezzo al massimo. Ora il popolo greco ha un futuro con prospettive dopo un periodo di disagio, che c’è anche ora, solo che adesso c’è disagio con speranza