La Grecia ha detto no all’austerità e al piano di ex troika e Unione europea. Oltre il 61 per cento degli elettori ha votato contro il programma proposto dai creditori per risolvere la crisi del Paese. Netta vittoria del “no” sul “sì” che si ferma intorno al 40 per cento. A esprimersi per la linea dura, sostenuta dal governo Tsipras, circa il 70 per cento dei giovani (sondaggi delle emittenti locali). L’affluenza ha raggiunto il 65 per cento (il quorum era del 40%). I sondaggi diffusi dalle tv alla chiusura dei seggi hanno messo subito in evidenza il vantaggio del “no” che era però dato inizialmente solo al 51,5 per cento. 

Ha vinto il “no”, ma ha vinto soprattutto il governo Tsipras che ha deciso di lasciare il tavolo dei negoziati per chiedere il parere degli elettori sulle proposte delle potenze europee. Una scelta da molti considerata azzardata e che ha messo in discussione la tenuta dello stesso esecutivo. Il premier ha deciso di non commentare il risultato dalla piazza, ma di fare il suo discorso in tv per parlare a tutta la nazione e dare un messaggio d’unità al Paese: “Abbiamo dimostrato”, ha commentato il premier Alexis Tsipras, “che non si può ricattare la democrazia. Ma non è una rottura con l’Ue, domani ricominciamo a lavorare per uscire dalla crisi e per riportare alla normalità il sistema delle banche”. Il ministro delle Finanze si è rivolto direttamente all’Ue: “Ora l’Europa inizi a curare le sue e le nostre ferite”, ha detto apparso in diretta tv in t-shirt. “Il no è un sì alla democrazia e all’Ue del benessere”.

In migliaia di persone si sono radunate nelle piazze di Atene per festeggiare la vittoria. Il partito Syriza ha dato appuntamento davanti alla sede dell’Università ad Atene, là dove aveva festeggiato il risultato delle elezioni di gennaio scorso. Ma il pensiero ora va ai negoziati e alle mosse delle prossime ore per riaprire il tavolo delle trattative. Il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel si vedranno lunedì 6 luglio per parlare del dopo voto: i due hanno chiesto un incontro dell’eurogruppo per martedì 7 luglio e in un colloquio al telefono hanno sottolineato la necessità di “rispettare l’esito del voto”. Intanto Tsipras, secondo alcune indiscrezioni, ha telefonato ad alcuni leader europei e a Mario Draghi. Il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem avrà una conference call nelle prossime ore con Juncker, Draghi e Tusk. Ma già in nottata non ha risparmiato le critiche: “Risultato deplorevole per il futuro della Grecia”. Nessun commento ufficiale dall’Ue, mentre da Berlino sono arrivati i primi attacchi. “Ora addio al compromesso”, ha detto il vicecancelliere Gabriel. E la Cdu non è stata da meno: “La Bce blocchi i finanziamenti ai greci”.

Il governo greco, a scrutinio ancora in corso, si è affrettato a far sapere che è pronto al dialogo: “Ora siamo pronti a chiudere i negoziati in 48 ore. Ora abbiamo un mandato chiaro del popolo”. La prima preoccupazione in Grecia però riguarda la liquidità finanziaria: negli ultimi sette giorni le banche sono state chiuse e la disponibilità è assicurata solo fino a lunedì sera. Poi tutto dipenderà dalle decisioni del board della Bce che lunedì 7 luglio in mattinata avrà una conference call e deciderà a maggioranza come comportarsi. Intanto il ministro Varoufakis sta incontrando i rappresentanti dei principali istituti finanziari del Paese e secondo alcune indiscrezioni la Banca di Grecia è pronta a presentare una richiesta di aumento di liquidità di emergenza attraverso il programma Ela alla Banca centrale europea.

Tutti gli occhi sono puntati sulla Grecia, ma anche su Bruxelles. La vittoria del fronte del “no” metterà alla prova le scelte politiche dell’Unione europea dei prossimi giorni. Il ministro delle Finanze in mattinata aveva ribadito che se non fosse passata la linea dell’opposizione al piano dei creditori lui sarebbe stato pronto a dimettersi. Intanto la stampa tedesca ha rivelato alcuni retroscena secondo cui il presidente della Bundesbank avrebbe avvertito nei giorni scorsi la cancelliera Angela Merkel che l’uscita della Grecia dalla zona euro si tradurrebbe in un buco di diversi miliardi di euro nel bilancio della Germania. In questo scenario, si legge sul quotidiano Handelsblatt, le perdite subite dalla banca sarebbero maggiori delle riserve di 14,4 miliardi di euro accantonate dalla banca. Da Berlino nessuna dichiarazione ufficiale, anche se la versione del Der Spiegel online, ha riportato alcune frasi con cui la cancelliera avrebbe commentato la notizia del referendum nei giorni scorsi: “Tsipras”, avrebbe detto secondo alcune fonti, “sta portando il Paese contro un muro”. Il nodo della questione restano i negoziati tra Atene e Bruxelles. L’Ue nei giorni scorsi si era esposta perché i greci votassero a favore del piano e le potenze europee avevano fatto sapere che solo in quel caso sarebbe stato più facile continuare con le trattative. In caso contrario, i rapporti sarebbero ancora più tesi. Il presidente del Consiglio europeo però in un’intervista ieri ha cercato di smorzare i toni: “No a messaggi drammatici“.

L’esito del referendum avrà conseguenze anche sulla politica interna. In serata l’ex premier Antonis Samaras (Pasok) si è dimesso da capo dell’opposizione. I leader di Pasok, To Potami e Nuova Democrazia hanno votato sì, mentre quello di Alba dorata ha scelto il no e quello di Kke ha lasciato scheda nulla. “E’ la regola della responsabilità. I greci uniti votano a favore della speranza e della dignità. Vogliamo un accordo sostenibile. Resistiamo alle forze estremiste dell’Europa e diciamo un forte sì alla Grecia e all’Europa”, ha dichiarato Fofi Yenimatá, leader del Pasok, a proposito del referendum in corso in Grecia. Con lei ha votato per il sì anche l’ex primo ministro Yorgos Papandreu, il leader di Nuova Democrazia ed ex premier Samaras, il leader di To Potami Stavros Theodorakis. “In poche ore dobbiamo affrontare il maggior problema del Paese, la sua permanenza nell’euro”, ha detto quest’ultimo. Il leader del partito comunista Kke, Dimitris Kutsubas, ha invece ribadito le critiche sia alle soluzioni proposte dal governo del premier Tsipras, sia a quelle dei creditori. Ha votato no il leader del partito Alba dorata, Nikolaos Mijaloliakos, dicendo però di essere contrario anche alle proposte del governo. Si è augurato cambiamenti dopo il voto, da cui ha affermato che il suo partito di estrema destra “uscirà rafforzato, come forza di stabilità e di credibilità”.

CRONACA ORA PER ORA

Ore 00.15 – Il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem: “Risultato deplorevole per il futuro della Grecia”
“Prendo atto”, ha commentato il presidente dell’Eurogruppo Jerom Dijsselbloem, “del risultato del referendum greco che è molto deplorevole per il futuro della Grecia. Per il risanamento dell’economia greca, sono inevitabili misure difficili e riforme. Ora aspettiamo le proposte di Atene”.

Ore 23.44 – Euro cede su mercati Pacifico
Il referendum greco, con la vittoria schiacciante del “no” al piano di austerity, affossa l’euro che sui mercati valutari del Pacifico cede l’1,13% sul dollaro, a 1,0988. Dalle prime indicazioni, la moneta unica accusa ampie perdite contro lo yen (-1,75%, a 134,04), la sterlina (-0,99%, a 0,7068) e il franco svizzero (-0,73%, a 1,0367).

Ore 23.30 – Russia: “E’ un passo verso l’uscita dalla zona euro”
La vittoria del ‘no’ nel referendum in Grecia “si intende come un passo verso l’uscita dalla zona euro”. Lo ha detto il vice ministro dell’Economia della Russia, Alexei Lijachov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass.

Ore 23.00 – Tusk ha convocato eurosummit martedì alle 18
Ho convocato un eurosummit martedì sera alle 18 per discutere della situazione dopo il referendum greco”. Lo ha comunicato via Twitter il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk.

Ore 22.45 – Barclays: “Uscita Grecia da euro è scenario più probabile”
L’uscita della Grecia dall’euro è ora lo scenario “più probabile”. Lo afferma la banca britannica Barclays, secondo quanto riferisce l’agenzia Bloomberg.

Ore 22.30 – Tsipras: “Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata”
“Il No non è una rottura con l’Unione Europea”, ha detto il premier Alexis Tsipras in tv. “I greci hanno fatto una scelta coraggiosa, che cambierà il dibattito in Europa. Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata, ma da domani portiamo avanti il nostro tentativo di uscita da questa crisi. Era un referendum per un’altra Europa, non per uscire dall’Europa”.

Ore 22.10 – Samaras si dimette da leader dell’opposizione
Antonis Samaras si è dimesso da leader dell’opposizione greca di Nuova Democrazia dopo i risultati del referendum in Grecia. Samaras aveva fatto campagna per il Sì.

Ore 22.00 – Merkel e Hollande chiedono vertice Eurozona martedì prossimo
La cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande hanno chiesto la convocazione di un vertice dell’Eurozona per martedì prossimo.

Ore 21.50 – Vicecancelliere tedesco: “Addio compromesso”
“Tsipras ha distrutto l’ultimo ponte verso un compromesso tra Europa e la Grecia”. Lo ha detto Sigmar Gabriel, vicecancelliere tedesco e presidente dell’Spd.

Ore 21.45 – Cdu: “Tsipras ha causato un disastro. Bce interrompa i fondi”
“Tsipras ha causato un disastro e bisogna vedere come raccogliere i pezzi. Non c’è alcuna possibilità di raggiungere una soluzione entro 48 ore”. Così a Reuters Michael Fuchs, alto membro della Cdu, il partito della cancelliera tedesca Angela Merkel. “Le probabilità di un Grexit sono certamente molto cresciute. Si tratta di un risultato catastrofico. I greci si sono allontanati dall’Europa. Il programma di salvataggio già non è più sul tavolo. E al momento non possiamo offrire nulla. Il procedimento adesso è significativamente più difficile”.

Ore 21.35 – Euro in calo dell’1 per cento sul dollaro alla riapertura del mercato in Australia
Alla riapertura del mercato valutario in Australia, l’euro avvia le contrattazioni in ribasso dell’1% a 1,1007 sul dollaro.

Ore 21.31 – Varoufakis: “Volevano umiliarci. Il no di oggi è un sì alla democrazia”
Il ministro delle Finanze in televisione commenta: “Volevano umiliarci: questo era l’obiettivo dell’ultimatum. Da domani con questo coraggioso no che questo popolo ci ha dato e non tenendo conto della paura, adesso tenderemo una mano per collaborare con i nostri compagni. E chiameremo ognuno di loro per aiutarci. Il no di oggi è un sì alla democrazia. Un sì a un’Europa di benessere e speranze future per tutti”. E ha poi aggiunto: “La ristrutturazione del debito “è uno degli obiettivi”.

Ore 21.20 – Tsipras chiama Draghi e i leader europei
La tv greca ha riferito che il premier Alexis Tsipras, con il delinearsi del risultato del referendum, ha avuto una serie di colloqui telefonici con numerosi leader europei, a cominciare dal presidente francese, Francois Hollande. Secondo alcune indiscrezioni, il premier avrebbe anche contattato il presidente della Bce Mario Draghi.

Ore 21.10 – Mattarella: “Scenari inediti, ora responsabilità”

Ore 21 – Jp Morgan: alta probabilità uscita dall’euro
Per Jp Morgan l’uscita della Grecia dall’euro è adesso lo scenario base. Lo riporta Bloomberg. La banca Usa vede un’alta probabilità di uscita della Grecia dall’euro. Una Grexit, aggiunge, sarebbe “caotica”.

Ore 20.55 – Fonti ministero Tesoro italiano: “Obiettivo integrità della moneta unica”
Fonti del Tesoro italiane fanno sapere che tutti gli stati membri dell’Eurozona sono impegnati a conservare l’integrità della moneta unica e quindi a recuperare la piena autonomia finanziaria della Grecia. E hanno poi aggiunto che un nuovo programma di aiuti deve tenere conto della situazione di profonda crisi della Grecia e non può limitarsi alla dimensione finanziaria ma deve affrontare il bisogno di investimenti e le profonde riforme delle istituzioni economiche necessarie per rimettere l’economia greca sulla strada di una crescita sostenibile.

Ore 20.50 – Limiti ai prelievi anche per le cassette di sicurezza
Finché le restrizioni sui capitali rimarranno in vigore, i greci non potranno ritirare i contanti custoditi nelle cassette di sicurezza delle banche. Lo ha detto il vice ministro delle Finanze Nadia Valavani alla tv greca.

Ore 20.45 – Grecia non emetterà moneta parallela
Il governo greco non ha intenzione di emettere una moneta parallela. Lo ha assicurato il capo dei negoziatori greci Euclid Tsakalotos parlando alla Star Tv. “Non penso che ci cacceranno via” dall’Euro, “siamo pronti a incontrarli già da stasera”, ha aggiunto riferendosi ai creditori.

Ore 20.33 – Si canta “Bella ciao” nella sede di Syriza
Tutti a cantare “Bella ciao” a squarciagola. Si festeggia così la vittoria del NO al referendum presso la sede di Syriza ad Atene. Ad intonarlo i rappresentanti dei vari partiti della sinistra europea ospitati dal partito di Alexis Tsipras. Ci sono italiani, francesi, spagnoli, tedeschi, portoghesi, irlandesi tutti uniti dal canto partigiano.

Ore 20.10 – Da commissione Ue no commenti fino a esito
I funzionari dell’Unione europea fanno sapere che non commenteranno il referendum che si è svolto oggi in Grecia finché non saranno annunciati i risultati ufficiali. Domani mattina si terrà una conference call della Banca centrale europea.

Ore 20.00 – I ministri Eurogruppo non si riuniranno domani
Non ci sono piani di un meeting di emergenza dell’Eurogruppo per domani a seguito dell’esito del referendum di oggi in Grecia. Lo riferisce a Reuters un funzionario della zona euro rispondendo alla domanda se fosse in programma un incontro per domani. “Non c’è modo. I ministri non saprebbero di cosa discutere”, ha detto la fonte.

Ore 19.45 – Renzi incontra Padoan
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha convocato a Palazzo Chigi domani mattina alle 9,30 il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. E’ quanto si apprende da fonti di governo. Sul tavolo, ovviamente, le conseguenze del risultato del referendum greco.

Ore 19.25 – Atene chiederà a Bce innalzamento Ela
La Banca centrale greca chiederà oggi alla Bce di innalzare l’ammontare della liquidità di emergenza Ela alle banche greche e “non c’è ragione per non aumentare la liquidità”. Lo ha detto il portavoce del governo greco, Gabriel Sakellaridis, alla tv greca ANT1.

Ore 19.15 – Primi dati: “No al 59,7 per cento”
Quando sono state scrutinate finora il 7,4% delle schede, il “no” è al 59,7 per cento. Il sì invece al 40,3%.

Ore 19.11 – Capo negoziatori greci: “Non stiamo valutando moneta parallela”
Il governo greco non sta valutando l’ipotesi di stampare una “valuta parallela”. Lo ha detto il coordinatore greco dei negoziati con i creditori internazionali, Euclid Tsakalotos, parlando all’emittente Star tv.

Ore 19.10 – Il ministro della Difesa: “Le democrazia ha vinto”
“Il popolo greco ha dimostrato che non può essere ricattato, non può essere terrorizzato, né minacciato. La democrazia ha vinto”, lo ha scritto su Twitter il ministro della Difesa e presidente dei Greci Indipendenti (che formano la maggioranza con Syriza) Panos Kammenos in un primo commento sui primi sondaggi tv sul referendum.

Ore 19.05 – Capo negoziatori greci: “Ora abbiamo mandato popolare”
“Il governo greco ora andrà al nuovo negoziato con due nuovi elementi: il rapporto dell’Fmi sull’insostenibilità del debito greco e un nuovo mandato popolare, come mostra l’apparente risultato del referendum”, lo ha detto il capo dei negoziatori greci Euklid Tskalotos a Star TV.

Ore 19 – Governo greco: “Ci impegniamo a chiudere negoziati in 48 ore”
La drammatica situazione greca non consente ritardi e “i negoziati che riprenderanno dovranno concludersi molto in fretta, nel giro di 48 ore”. Lo ha detto il portavoce del governo greco Gavriil Sakellaridis ai microfoni della tv greca. “Faremo ogni sforzo per chiudere (un accordo, ndr) in fretta” con le controparti internazionali, ha aggiunto.

Ore 18.52 – Varoufakis polemizza con stampa greca su Twitter
“Potremmo avere un accordo tra 24 ore, ho detto, ma la nostra stampa velenosa si è affrettata a scrivere che ho detto di prevedere un accordo entro 24 ore”. Lo scrive il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, in un tweet, polemizzando con i media ellenici.

Ore 18.50 – Eurodeputato Syriza: “In Ue alla pari e non come colonia”
“Il popolo greco sta dimostrando che vuole rimanere in Europa” come membro alla pari “e non come una colonia del debito”. Lo ha dichiarato Dimitris Papadimoulis, deputato europeo del partito Syriza al governo in Grecia, come riferiscono media locali. Papadimoulis ha detto che il Paese deve attendere i risultati definitivi ed ufficiali del referendum ed ha esortato i propri connazionali a mantenere la calma.

Ore 18.45 – Festa e attesa per M5S e Sel in piazza Syntagma
Pacche sulle spalle e sorrisi tra i parlamentari del M5S subito dopo che le tv greche hanno pubblicato i primi sondaggi. Nessuna dichiarazione in attesa “di risultati certi”. Nessun commento ma clima di festa nella delegazione della sinistra italiana che sta guardando in tv i primi sondaggi. Nichi Vendola, Nicola Fratoianni, Arturo Scotto, Stefano Fassina, Alfredo D’Attorre preferiscono non rilasciare dichiarazioni ma sorrisi e pacche sulle spalle lasciano trasparire soddisfazione per i primi dati sul voto ellenico.

Ore 18.43 – Tsipras rientrato in sua residenza ufficiale
Il premier Alexis Tsipras è rientrato nella sede del governo ad Atene, dove si trova anche la sua residenza ufficiale. Lo riporta il sito di Kathimerini.

Ore 18.40 – Fonti Syriza, delegazione pronta a partire per Bruxelles
Una delegazione ai massimi livelli del governo greco “ha fatto le valige ed è pronta a tornare a Bruxelles” per rilanciare i negoziati con i creditori internazionali. Lo riferiscono fonti di Syriza, il partito del premier Alexis Tsipras, citate dal Guardian. “La situazione delle banche è critica e va affrontata immediatamente”, hanno aggiunto le fonti.

Ore 18.35 – Atene: “Ora ogni sforzo possibile per trovare un accordo”
La Grecia “farà tutti gli sforzi possibili per arrivare presto ad un accordo” con i creditori, “anche nelle prossime 48 ore”. Lo ha detto il portavoce del governo Sakellaridis alla Tv greca.

Ore 18.24 – Sondaggio Mega Tv: “No al 51,5 per cento”
Secondo un sondaggio condotto tra la giornata di ieri ed oggi da Gpo per l’emittente greca Mega TV, i “No” avrebbero vinto il referendum con il 51,5% dei voti, rispetto al 48,5% dei “Sì”. Un sondaggio condotto da MRB per l’emittente televisiva Star Channel conferma il vantaggio del ‘no’, con una percentuale compresa fra il 49 e il 54 per cento, con il ‘sì’ fra il 46 e il 51 per cento. Secondo infine una rilevazione commissionata da Antenna News, i “no” sarebbero al 49%, mentre i “Sì” si fermerebbero al 46%, con il 2% di schede nulle e il 2% di indecisi.

Ore 18.20 – Domani Merkel incontra Hollande
La cancelliera Angela Merkel volerà a Parigi domani per incontrare il presidente frencese Francois Hollande e confrontarsi sugli sviluppi della situazione in Grecia dopo il referendum. Lo annuncia Steffen Seibert in un comunicato.

Ore 18.19 – Affluenza al 65 per cento
L’affluenza al referendum di oggi è stata di circa il 65% degli aventi diritto al voto. Lo hanno riferito le autorità elettorali greche. La consultazione è pertanto valida avendo superato il quorum.

Ore 18.13 – Urlo di gioia nella sede di Syriza
Un urlo di gioia nella sede di Syriza ha accolto i primi sondaggi sulle indicazioni di voto pubblicati in tv subito dopo la chiusura dei seggi per il referendum. In tanti, ha constatato l’inviato ANSA sul posto, hanno fotografato con i cellulari le schermate tv che rimandavano i primi dati, mentre alcuni dirigenti del partito invitano alla calma.

Ore 18.12 – Exit poll: testa a testa
Testa a testa nel referendum in Grecia secondo quanto emerge dai primi exit poll diffusi dalla tv ANT1 subito dopo la chiusura delle urne.

Ore 18.10 – Sondaggi tv: “Vittoria no con 51,5 per cento”
Tutti i sondaggi delle tv greche danno il ‘No’ in vantaggio sul ‘Sì’ nel referendum. Ant1 dà il ‘No’ al 51% contro il 37% di ‘Sì’. Mega dà il ‘No’ al 51,5%, il ‘Sì’ al 48,5%. Per Skai il ‘No’ è al 52% contro il 48% di ‘Sì’, mentre Star dà il ‘No’ al 49% contro il 46% di ‘Sì’. I dati si riferiscono a sondaggi, non exit-poll, condotti dalle varie televisioni non all’uscita dalle urne.

Ore 18 – Chiuse le urne, sondaggi tv: “Il no in vantaggio”

Ore 17.50 – Se vince “no” subito richiesta negoziato con Eurogruppo
Se stasera vinceranno i “No” nel referendum greco, il governo di Atene domani invierà a Bruxelles una delegazione per riprendere immediatamente i negoziati con l’Eurogruppo. Lo riferiscono fonti citate dall’emittente britannica SkyNews.

Ore 17.40 – Financial Times, sondaggio riservato: “‘No’ tra il 51 e il 53 per cento”
Risultato sul filo del rasoio nel referendum di oggi in Grecia. Secondo il Financial Times, che ha potuto visionarlo, un sondaggio effettuato nelle ultime ore e non reso pubblico indicherebbe il fronte del ‘No’ tra il 51% e il 53% dei consensi. Dal sondaggio comunque emerge che è un testa a testa fra il “si” e il “no” ed è ancora troppo presto per sbilanciarsi sull’esito finale. Inoltre, spiega il quotidiano della City londinese, molti elettori hanno detto di essere confusi dal modo con cui è stato posto il quesito, con riferimento a due documenti tecnici, ossia al “programma attuale” di salvataggio e ad “un’analisi preliminare sulla sostenibilità del debito”.

Ore 17.36 – Stampa svizzera, Atene cerca accordo con Berna per amnistia fiscale
La Grecia ha proposto alla Svizzera un accordo per una amnistia fiscale per i greci che accettano di riportare i capitali depositati su conti aperti presso banche svizzere in patria, rende noto il domenicale Nzz am Sonntag citando fonti bene informate. Il piano prevede l’introduzione di una sanzione pari al 21 per cento del capitale non dichiarato.

Ore 16.50 – Sindaco di Atene: “Oggi il voto, da domani dobbiamo lavorare insieme”
“Oggi votiamo. Da domani dobbiamo tutti metterci a lavorare insieme. E’ la breve dichiarazione rilasciata dal sindaco di Atene Giorgos Kaminis e riportata dai media greci. Kaminis, sostenitore del “sì”, ha parlato con i giornalisti fuori dal seggio elettorale nel quartiere centrale di Ambelokipi, subito dopo aver votato.

Ore 16.45 – Parigi: “Riprendere i negoziati in ogni caso”
Il ministro dell’Economia francese, Emmanuel Macron, invita i governi europei a non punire la Grecia come avvenne con la Germania dopo la Prima guerra mondiale. “Qualsiasi sia l’esito del voto dobbiamo riprendere i negoziati politici. Non rimettiamo in scena il Trattato di Versailles”, ha detto Macron, secondo quanto riporta Bloomberg

Ore 16.40 – Varoufakis: “Solo con ‘no’ accordo praticabile”
Votare ‘no’ al referendum greco è la sola strada per raggiungere un accordo praticabile. E’ quanto ha ribadito Yanis Varoufakis, in un’intervista all’ABC, secondo quanto riporta Bloomberg. Per il ministro delle Finanze di Atene la crisi di liquidità delle banche greche è stata “architettata politicamente”

Ore 16.30 – Stasera riunione d’emergenza Varoufakis e principali banche
Nel corso della tarda serata e della notte, quando si delineerà il risultato del referendum, il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis terrà una riunione d’emergenza con la Banca centrale greca e le principali banche commerciali del Paese. Lo riferisce il responsabile della redazione economica della Bbc Robert Peston su Twitter.

Ore 16.00 – Media: “A metà giornata affluenza al 35 per cento”
L’affluenza alle urne al referendum in Grecia è simile a quella registrata alle elezioni legislative dello scorso gennaio: a metà giornata ha votato il 35 per cento degli aventi diritto, rende noto l’emittente tv Mega. La soglia del 40 per cento necessaria per rendere valido il referendum dovrebbe quindi essere superata senza problemi. Lo scorso gennaio l’affluenza alle urne era stata del 65 per cento.

Ore 15.45 – Merkel: “Tsipras sta portando il Paese contro un muro”
La politica di Alexis Tsipras è “rigida e ideologica” e il premier greco “sta portando il suo Paese a sbattere contro un muro, ad occhi aperti”. Così la cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbe reagito, nel corso di una riunione ristretta della Cdu, alla notizia che il leader di Syriza aveva deciso di indire il referendum odierno. A rivelarlo è il settimanale tedesco Spiegel, secondo il quale le parole pronunciate dalla Merkel sono state confermate da numerosi partecipanti alla riunione di partito tenutasi lunedì scorso alla Konrad Adenauer House di Berlino. Secondo i testimoni, la cancelliera era sconcertata dal fatto che Tsipras potesse “giocare alla roulette con un intero Paese”.

Ore 15.36 – Domani vertice Cameron e Osborne
Vertice domani mattina tra il ministro dello Scacchiere britannico George Osborne, il premier David Cameron il Governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney per affrontare gli effetti del dopo voto greco. Lo ha annunciato Osborne in un’intervista, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. “La Gran Bretagna ” è preparata a qualsiasi cosa” ha detto Osborne, precisando che “non c’è dubbio che la situazione greca ha un impatto sull’economia europea, che ha un impatto su di noi”.

Ore 14.51 – Grillo: “Potere al popolo, non alle banche”
“Potere al popolo, non alle banche!”. Lo scrive Beppe Grillo sulla sua pagina facebook. Il leader del M5S, arrivato in Grecia per “mostrare solidarietà al popolo greco” e seguire l’esito del referendum, incontrerà la stampa italiana nel pomeriggio. L’appuntamento è per le 17 ora locale (le 16 in Italia) presso l’hotel Grande Bretagne, uno degli alberghi più famosi di Atene nei pressi di piazza di piazza Syntagma.

Ore 14.32 – Bundesbank a Merkel: “Con Grexit buco nei conti tedeschi”
L’uscita della Grecia dalla zona euro si tradurrebbe in un buco di diversi miliardi di euro nel bilancio della Germania. Lo sostiene il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, mettendo in guardia il governo della cancelliera Angela Merkel sulle possibili conseguenze di una uscita di Atene dalla moneta unica. A riferirlo è la testata economica tedesca Handelsblatt, citando fonti governative. In questo scenario, si legge, le perdite subite dalla banca sarebbero maggiori delle riserve di 14,4 miliardi di euro accantonate dalla banca.

Ore 14.19 – Ministro finanze Austria: “Vincerà il sì”
Il ministro delle finanze austriaco, Hans-Joerg Schelling, prevede una vittoria del sì al referendum oggi in Grecia sul piano di riforme proposto dai creditori internazionali. “Penso che alla fine vincerà la ragione perchè il popolo greco sa che in gioco non è solo l’euro ma il futuro della Grecia e quindi il loro futuro”, ha detto all’edizione domenicale della Welt am Sonntag. “Siamo andati molto incontro ai greci e la nostra mano rimane tesa”, è decisivo ora che il governo greco dica cosa vuole davvero, e non solo alla gente, ma che lo persegua poi anche nei negoziati. Dopodiché, ha aggiunto, “possiamo tornare subito a tavolo delle trattative”.

Ore 13.50 – Schulz: “Se vince il no, la Grecia dovrà introdurre una nuova moneta”
La Grecia dovrà introdurre un’altra valuta se vincerà il ‘no’ al referendum di oggi, anticipa il presidente del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz, in una intervista alla radio tedesca in cui delinea con chiarezza il percorso obbligato che attende il paese in questo caso: fine della disponibilità di euro, introduzione di un’altra moneta, uscita dalla zona euro. “Dopo il referendum la Grecia continua a essere nell’euro, ma se dicono ‘no’ saranno costretti a introdurre un’altra valuta perché l’euro non sarà disponibile come metodo di pagamento”, ha spiegato nell’intervista diffusa oggi, ma che era stata registrata giovedì. “Nel momento in cui si introduce una nuova moneta, si esce dalla zona euro. Sono questi gli elementi che mi fanno auspicare che la gente non voterà per il no”, ha aggiunto.

Ore 13.30 – Courè (Bce): “Pronti a fare di più se necessario”
“La Banca centrale europea ha ben chiaro che se è necessario fare di più, farà di più”. E’ quanto ha affermato il membro francese del board della Bce, Benoit Courè parlando ad Aix en Provence, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. Ha poi spiegato che l’eurozona ha bisogno di strumenti che aiutino gli stati a rispondere agli schock. Alcuni di questi strumenti sono stati creati fin dall’inizio della crisi. Secondo il banchiere della Bce quindi, che non cita esplicitamente la situazione di Atene, le riforme stanno dando frutto nei paesi dell’euro che le hanno avviate: “Visto da Francoforte i paesi che hanno visto le crisi più dure a che hanno affrontato le riforme più dure ne stanno cominciando a vedere i benefici. Sto pensando a Spagna e Irlanda”, ha precisato.

Ore 11.40Samaras: “Sì alla Grecia, sì all’Europa”
Al voto anche il leader di Nea Dimokratia Antonis Samaras, che ha ribadito: “I greci decidono oggi il futuro del Paese. Sì alla Grecia, sì all’Europa”.

Ore 11.30 – Varoufakis: “Mi dimetto se vince il sì”
Ha votato a Faliro il ministro delle finanze Yanis Varoufakis, che ha confermato al Bild la sua intenzione di dimettersi in caso di vittoria del Sì. “E’ una celebrazione della democrazia – ha dichiarato Varoufakis -. Gli enormi fallimenti dell’Eurogruppo hanno portato a un ultimatum al quale la gente non ha potuto rispondere. Oggi può dare la sua risposta”. Il referendum di oggi, ha detto, può dimostrare che “la moneta unica e la democrazia sono compatibili”.

Ore 10.50 – Vendola: “Italia ha giocato parte codarda”
Le delegazioni di Sel e dei parlamentari di sinistra italiani hanno raggiunto piazza Syntagma, per poi essere accolti nella sede di Syriza. Nichi Vendola ha detto che “non c’è nessun derby tra dracma e euro. E’ uno dei soliti falsi che confeziona il presidente del Consiglio. Né Syriza, né Tsipras propongono l’uscita dall’euro. In tutta questa vicenda la parte più codarda è quella che ha giocato l’Italia. Avrebbe potuto giocare ben altro ruolo”. Secondo Stefano Fassina invece, ex Pd giunto anche lui ad Atene invece “siamo qui per sostenere le ragioni del no ma anche per gli interessi dell’Italia perché è importante essere qui”.

Ore 10 – Ministro della Difesa: “I bancomat? Li ha chiusi l’opposizione”
Ha votato il ministro della Difesa Kommenos. Rispondendo ad una domanda, ha detto che “i bancomat? Li ha chiusi l’opposizione”, secondo lui cioè, dietro la chiusura delle banche ci sarebbe una manovra internazionale ispirata dall’opposizione al governo.

Ore 9.40 – Presidente della Repubblica: “Oggi è la giornata dei cittadini”
Ha votato il presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos, che ha dichiarato: “Oggi è la giornata dei cittadini, che devono decidere secondo coscienza e secondo gli interessi della nazione. Indipendentemente dal risultato, dobbiamo votare, come fecero i nostri antenati. Poi andremo avanti, tutti insieme”.

Ore 9.30 – Tsipras: “Oggi è un giorno di festa”
Ha votato Alexis Tsipras, accolto da una folla enorme di giornalisti e curiosi.  “Oggi è un giorno di festa – ha detto all’uscita dal seggio – perché la democrazia è una festa. Si può ignorare la decisione di un governo, ma non la decisione di un popolo. Oggi la democrazia batte la paura”. E su Twitter ha scritto: “Oggi la democrazia decide per un domani migliore per tutti noi, in Grecia e in Europa”.

Ore 8.00 – Renzi: “Merkel sa che dovrà trattare in ogni caso”
Matteo Renzi, in un’intervista al Messaggero intanto, sottolinea che Angela Merkel sa bene che dovrà trattare, qualunque sia l’esito della consultazione: “Dal giorno dopo (il referendum ndr) si dovrà tornare a parlare e la prima a saperlo è proprio Angela Merkel. Ovviamente è impossibile salvare la Grecia senza l’impegno del governo greco”. L’Italia, chiarisce poi Renzi, non intende azzerare il prestito di 10 mld fatto alla Grecia. “Il nostro Paese – si limita a dire – partecipa ai salvataggi assieme alle altre istituzioni internazionali. Tutto qui. E questi denari sono già computati nel debito pubblico».