“Portate del cash“. Viste le evoluzioni del fine settimana, il suggerimento del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ai turisti che stanno per partire per la Grecia è un’ovvietà. Con il Paese sull’orlo del baratro finanziario, anche dopo la riapertura delle banche ritirare denaro al bancomat potrebbe essere complicato, nonostante agli stranieri non si applichi il limite di 60 euro a prelievo. Le carte di credito, poi, continueranno a essere accettate, ma vista la situazione negozianti e ristoratori preferiscono comunque essere pagati con moneta sonante. Così la prima accortezza di chi va in vacanza ad Atene o nelle isole elleniche dev’essere quella di avere con sé una cifra che basti per le necessità dell’intero soggiorno. Senza esagerare, però, perché non è escluso che possano essere introdotti anche tetti all’esportazione di capitali. Resta inteso che, benché paradossale vista la situazione, l’ammontare massimo che è possibile portare fuori dall’Italia senza dichiararlo è di 10mila euro. In questo momento non si può escludere che il Paese passi a una moneta alternativa (dracma), ma la moneta unica continuerebbe comunque a essere accettata.

Occorre poi tener presente che la crisi di liquidità renderà difficoltose le forniture a negozi, supermercati e farmacie: meglio quindi mettere in valigia tutte le medicine di cui si potrebbe aver bisogno. Per restare in campo sanitario, considerata la situazione delle strutture ospedaliere (a corto di garze, siringhe e altri strumenti di prima necessità) è assolutamente consigliabile un’assicurazione di viaggio che preveda la copertura delle spese di rientro in caso di infortunio e malattia.

Per avere più garanzie sul fronte dei servizi, è preferibile prenotare attraverso un tour operator piuttosto che optare per il fai da te. I grandi operatori si sono infatti da tempo attrezzati facendo sottoscrivere a alberghi e strutture ricettive “clausole di default” che consentono la cancellazione o l’interruzione del viaggio senza penali in caso di bancarotta di Atene. In più saranno in grado di garantire il rimpatrio anche se navi e linee aeree andassero a singhiozzo a causa di scioperi – come quello dei traghetti proclamato per martedì 30 e revocato “a causa degli ultimi sviluppi politici ed economici” – o carenza di carburante. L’Ente nazionale ellenico per il turismo ha diffuso un comunicato del ministero dell’Economia che tranquillizza sul fatto che “il carburante e tutti i prodotti e servizi continuano ad essere regolari e assicurano ai visitatori del Paese lo svolgimento ordinario del quotidiano, nei centri urbani, nelle regioni e sulle isole”. Ma è anche vero che nelle scorse settimane alcuni aeroporti minori, come quelli di Mytilene, Kos, Skiathos e Santorini, hanno ridotto i voli notturni perché non hanno le risorse necessarie per garantire la manutenzione dei sistemi elettronici di atterraggio.

Chi sta già partendo, infine, per massima prudenza fa bene a prendere con sé il passaporto, anche se il rischio di un’uscita della Grecia dall’Unione europea in questo momento resta remoto e i tempi sarebbero molto lunghi.

Il sito Viaggiare Sicuri del ministero degli Esteri ha diffuso domenica un avviso Paese che raccomanda non solo di verificare che nel periodo del soggiorno i servizi siano forniti regolarmente, ma anche di “usare prudenza prestando attenzione a eventuali avvertenze delle autorità greche ed evitando luoghi di possibili assembramenti nelle maggiori città del Paese”. Ad Atene le manifestazioni si svolgono tradizionalmente in piazza Syntagma davanti al Parlamento, in piazza Omonia e dintorni, nel quartiere di Exarchia e vicino al Politecnico.