Se non è una confessione, poco ci manca. Antonino Pulvirenti, alla fine, ha ammesso di aver comprato cinque partite. Il procuratore di Catania Giovanni Salvi ha confermato che nel corso dell’interrogatorio il presidente del Catania ha detto di avere acquistato “i 5 match al centro dell’inchiesta, a partire da Varese-Catania”. Il procuratore ha anche sottolineato che il numero uno della società siciliana “ha confermato di avere comprato le partite di calcio a 100mila euro l’una. Lo ha fatto per salvare il Catania”. Salvi ha poi precisato che Pulvirenti “ha negato di avere fatto scommesse. Ha manifestato la convinzione che i contatti avuti con altri soggetti al fine di condizionare il risultato di alcuni incontri non abbiano avuto nessuna reale incidenza sull’esito degli incontri in questione”.

L’inchiesta è quella chiamata I treni del Gol, che ha fatto finire in manette, oltre a Pulvirenti, altre 6 persone, tra cui l’ad del Catania Paolo Cosentino e l’ex direttore sportivo Daniele Delli Carri. Oggi, 29 giugno, ci sono stati gli interrogatori di garanzia, di fronte al gip Fabio Di Giacomo, dell’agente di scommesse sportive Gianluca Impellizzeri, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, di Cosentino, che si è dichiarato innocente, e, appunto, di Pulvirenti. Quest’ultimo ha anche consegnato alla questura di Catania la licenza personale che permetteva alla società Rosso-Azzurro di disputare le gare del campionato di Serie B di calcio nello stadio Angelo Massimino.

Le accuse per gli arrestati nell’inchiesta sono truffa e frode sportiva: avrebbero pagato i calciatori avversari per far vincere i match al Catania e salvarla così dalla retrocessione in Lega Pro. L’elenco delle partite che gli inquirenti considerano truccate è composto da cinque match tutti giocati nello scorso campionato di Serie B. Si tratta di: Varese-Catania 0-3, Catania- Trapani 4-1, Latina-Catania 1-2, Catania-Ternana 2-0 e Catania-Livorno 1-1. A casa di uno degli arrestati poi, è stato trovato una sorta di libro mastro delle mazzette pagate ai calciatori, mentre nell’abitazione di un altro sono stati reperiti 100mila euro in contanti.

E mentre continuano le indagini dei magistrati etnei, tutto da verificare ciò che succederà sul fronte della giustizia sportiva. In tal senso, hanno assunto un senso profetico le parole pronunciate dal presidente Figc Carlo Tavecchio, che, pur assicurando che la federazione farà di tutto per rispettare le date di inizio dei campionati di Serie B e Lega Pro, non ha escluso l’ipotesi slittamento a causa delle inchieste della magistratura. In tal senso, le ammissioni di Pulvirenti aprono scenari a tinte fosche per la compagine etnea, che rischia tantissimo in termini di sanzioni e penalizzazioni. Tutte da verificare, invece, le conseguenze per le altre squadre tirate in ballo: di Varese, Latina, Livorno, Trapani e Ternana al momento sono coinvolti solo alcuni tesserati, mentre non ci sono riscontri per eventuali ruoli attivi di dirigenti.

Intanto c’è anche il caso Claudio Lotito. Ha parlato al telefono con Antonino Pulvirenti, condizionando l’esito di Catania-Avellino, finita poi 1-0? Il presidente della Lazio smentisce la notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta sul Catania calcio che ha portato anche all’arresto dello stesso numero uno della società siciliana Pulvirenti. Lotito reagisce tramite una nota, in cui si legge che la notizia è “l’ennesimo tentativo di certa stampa di screditare lui e l’intera Figc”. Il proprietario della Salernitana chiarisce la sua posizione così, dopo che il suo nome era spuntato nell’ordinanza del gip di Catania in merito alle indagini sulla presunta alterazione di Catania-Avellino e la notizia era stata ripresa da diversi quotidiani: “L’ordinanza del giudice di Catania non è stata confermata dalla successiva attività di indagine”.

Claudio Lotito poi, torna ad attaccare la stampa, dicendo che alcune parti dell’ordinanza sono state nascoste al lettore: “L’articolo comunque annuncia come certo il deferimento alla giustizia sportiva di Lotito, responsabile di avere parlato con il presidente del Catania in alcune telefonate di cui non è riportato il contenuto, ma che l’autore zelante si affretta a riempire con le sue ‘verità’. Omessa denuncia, perché a Lotito sarebbe stato, secondo costui, richiesto di alterare il risultato di quell’incontro ed il presidente della Lazio non avrebbe denunciato tale richiesta. L’autore zelante – prosegue la nota –  annuncia anche la sanzione che gli organi sportivi della Figc dovrebbero infliggere al dott. Lotito, trasformando in anticipazione di notizia la sua nefasta speranza”.

Su questo punto la difesa di Lotito è chiara: “L’affermazione è letteralmente inventata, frutto della volontà di certa stampa di denigrare. Le telefonate intervenute tra il presidente del Catania ed Lotito hanno avuto ad oggetto aspetti economici che la società siciliana doveva affrontare in quel periodo dell’anno, in merito ai quali Pulvirenti ed i suoi collaboratori hanno chiesto consigli a Lotito, autorevole dirigente della Figc. Non vi è alcun elemento – continua la nota – che consenta di affermare che nei colloqui si sia parlato di incontri di calcio del Catania e di condizionamento del loro risultato. L’ovvia reazione giudiziaria di Lotito sarà immediata”.