A testa alta sino alla fine, anche se il lieto fine non c’è stato. Una sola rete di differenza contro l’Inter e i Giovanissimi Nazionali del Parma Fc, le ultime promesse del club fallito, hanno visto sfumare il sogno dello scudetto. Una speranza per cui hanno lottato fino all’ultimo, dopo un campionato che li ha visti imbattuti fino alla finale di domenica 28 giugno a Chianciano Terme, dove per la prima volta sono stati sconfitti, per 4 a 3 ai supplementari. È stata questa l’ultima partita disputata sotto la bandiera del Parma Football Club, che dal 22 giugno, il giorno in cui la società fallita il 19 marzo ha terminato l’esercizio provvisorio, ha continuato a esistere e a fantasticare un riscatto soltanto per questi giocatori classe 2000.

“Abbiamo vinto noi per mille motivi – ha commentato l’allenatore dei giovani gialloblu Maurizio Neri – Non c’era maniera peggiore e migliore per perdere. Lo dico con il sorriso, ma non è giusto. Ho cercato di far credere ai ragazzi che le favole esistono, ma poi arriva sempre questa maledetta realtà, che invece ti schiaccia e ti spiazza e ti dice che le favole non esistono”. Una favola. Così sembrava, nell’anno della tragedia del Parma Fc affondato dai debiti e gravato dalle inchieste giudiziarie, la storia dei Giovanissimi Nazionali di mister Neri: una squadra che ha continuato sempre a vincere, nonostante la crisi e le incertezze sul futuro, così come hanno fatto le altre formazioni del vivaio crociato. Gol e successi conquistati mentre i pulmini per il trasporto e le panchine degli spogliatoi finivano all’asta, mentre venivano rinviate le partite di serie A e la Procura affondava il bisturi nei conti del club lasciati in eredità dalla gestione di Tommaso Ghirardi.

Un anno giocato senza risorse, trainato dal lavoro praticamente volontario dello staff di Francesco Palmieri, responsabile del settore giovanile del Parma, e sostenuto da sponsor locali tra cui Barilla, dalle famiglie dei ragazzi che si sono organizzate per il trasporto dei giocatori e anche dalla solidarietà delle squadre avversarie, che nei momenti di difficoltà hanno teso la mano al club contribuendo alle trasferte perché i “crociatini” continuassero a scendere in campo da avversari.

Così, quando per il gruppo di Neri è arrivata la qualificazione in semifinale, perfino i curatori fallimentari hanno inoltrato richiesta alla Figc affinché potesse disputare le ultime partite nonostante la fine della società. “E’ rimasto un solo Parma, questo, ed è bello vederlo – aveva commentato l’allenatore Neri mentre il tribunale, senza offerte di acquisizione pervenute, scriveva l’epilogo dei gialloblu e i suoi ragazzi svettavano in classifica – L’insegnamento sportivo più bello è che ogni partita fa storia a sé e bisogna giocarla per vincerla”. L’avventura degli ultimi crociati senza più una società alle spalle ha tenuto in vita ancora per qualche settimana il calcio ducale quando già era dato per morto, con il sito ufficiale del club aggiornato solo per loro dai dipendenti che da mesi non percepiscono stipendi e che perderanno il lavoro, e con i tifosi che si sono organizzati con i pullman per incitare i calciatori in erba a un passo dalla gloria. “Sì, i ragazzi si sono resi conto di quello che è successo, ma fanno finta di niente – ammetteva il responsabile del settore giovanile Palmieri – Danno sempre il massimo perché vogliono arrivare il più lontano possibile. Siamo giunti fin qui e ce la giocheremo come abbiamo fatto fino ad ora”.

Poi la semifinale e un’altra vittoria contro il Milan, che ha fatto giungere il sogno fino a Chianciano Terme, e l’obiettivo dello scudetto così vicino proprio ora che gli altri trofei della squadra ammiraglia finiranno in vendita con quel che resta delle proprietà societarie: un insolito paradosso in cui tifosi, famiglie e staff tecnico hanno continuato a credere in queste settimane di sconforto. “Tagliamo un traguardo meritato – esultava Palmieri – incredibile se si pensa che il Parma ‘fallito’ è arrivato fino a giocarsi una finale scudetto con l’Inter. In pratica l’ultima partita che il Parma Fc giocherà nella sua storia vede in palio uno scudetto. Sembra una favola, invece è semplicemente la realtà”. Dopo l’ultimo fischio dell’arbitro però, anche l’ultima immagine del Parma che vince, tra le lacrime e i cori, è svanita. Le giovani promesse del pallone dai prossimi giorni saranno svincolate e prenderanno altre strade in altri club, disperdendo tutto il patrimonio coltivato in otto anni di lavoro e passione. Palmieri comincerà a lavorare per il vivaio del Sassuolo, e così se ne andranno gli allenatori, i tecnici, i medici e i fisioterapisti che hanno supportato il settore giovanile. Il calcio a Parma ricomincerà dai Dilettanti, ma la storia dei gialloblu è finita per sempre con quest’ultima partita. “La cosa più devastante è che domani non ci sarà più il Parma – conclude mister Neri – perlomeno questo Parma. Questo fa un male incredibile. Qualunque sarà il futuro, non ci sarà più questo fantastico gruppo di lavoro. Non ci saranno più questi ragazzi. Fa ancora peggio il domani della sconfitta di oggi”.

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