Sarebbe evidentemente ingeneroso e ingiusto negare i meriti storici di Beppe Grillo, questa peculiare e sanguigna figura di comico politicamente impegnato che ha saputo, in una fase particolarmente difficile e tormentata della nostra storia nazionale, dare ascolto e risonanza a malumori e frustrazioni, molte volte sacrosante, di una rilevante parte del popolo italiano.

Del resto non è casuale che si tratti di un comico, data la natura della situazione attuale nella quale sempre più spesso si ride per non piangere. Ma neanche ridere basta. Bisogna organizzarsi e lottare per creare alternative praticabili allo sfascio attuale, esasperato da un governo come quello di Renzi e dalle sue per certi versi ridicole ma non meno inquietanti pulsioni autoritarie in nome dei poteri forti che lo comandano a bacchetta.

Date tale improcrastinabili esigenze, la figura di Beppe Grillo appare sempre più inadeguata, anzi dannosa. Prendiamo ad esempio l’ultima orribile ‘battuta’ su topi, spazzatura e clandestini, che evidenzia un disprezzo di fondo per gli esseri umani che non solo non fa ridere ma indigna e preoccupa.

Grillo-tweet

Ovviamente è stata accompagnata poco dopo dalla solita smentita che però non smentisce niente. Certamente Beppe Grillo, come ciascuno di noi, può dire, nei limiti delle leggi penali, ciò che vuole. Ma lo può fare a titolo personale, chiarendo una volta per tutte che non è un leader politico, tantomeno del Movimento Cinque Stelle. Questo compito di chiarificazione spetta in primo luogo a tale Movimento che delle malaugurate esternazioni di Grillo è la prima vittima.

Dico questo anche perché ho partecipato, lunedì sera in piazza del Campidoglio, a una bellissima assemblea popolare, caratterizzata dalla presenza di leader nazionali e locali del Movimento Cinque Stelle, unitamente a molti cittadini, rappresentanti di sindacati come Cobas e Usb, di comitati di cittadini e di lavoratori, anche di quelli delle cooperative, come la 29 giugno, ingiustamente passate alla storia solo per il fatto che alcuni loro dirigenti sono coinvolti da Mafia capitale.

Tale assemblea era imperniata sulla richiesta di dimissioni immediate del sindaco Marino. Ritengo che tale richiesta sia condivisibile perché Marino, che pure è, fino a prova contraria persona onesta, non è riuscito a stabilire un adeguato rapporto con la città, subendo in modo inaccettabile la situazione di degrado che si è venuta a creare anche per effetto delle vicende di Mafia capitale.

Anzi, ha proceduto in prima persona a sgomberi di iniziative sociali e culturali che costituiscono l’unico anticorpo effettivo e valido rispetto alla situazione di corruzione e di disgregazione sociale che la nostra città sta vivendo.

Ebbene, uno degli interventi fra i più applauditi è stato fatto proprio da un richiedente asilo che ha sottolineato la convergenza fra gli interessi della città e i diritti delle persone come lui, che pure ostinatamente vengono chiamati, sulla fetida scia di Salvini, ‘clandestini’ quasi che non si trattasse invece di persone umane al pari di noi tutti.

Io sono convinto che Beppe Grillo, nel fondo della sua anima, non sia affatto un razzista. Ma allora perché continua a uscirsene in questo modo? Forse perché ritiene in questo modo di dar voce a risentimenti e inquietudini diffuse, per quanto francamente deteriori, un po’ alla Salvini? Cavalcando insomma quel razzismo preelettorale che tutti gli squalificati politicanti del nostro Paese, da ultimo l’incapace Alfano, vedono come ultima risorsa praticabile prima di finire irrimediabilmente nella pattumiera della storia? In realtà tutti sappiamo che la vera spazzatura di cui liberarci è rappresentata dalla nostra ignobile classe politica e non dai “clandestini”, esseri umani come noi che hanno il solo torto di cercare una vita degna, come fecero tante volte i nostri antenati italiani.

Occorre che, come affermo da tempo, il Movimento Cinque Stelle chiarisca le sue posizioni rispetto a queste deleterie e inaccettabili prese di posizione, se vuole percorrere la strada disegnata a piazza del Campidoglio che del razzismo in ogni sua forma, comprese quelle subliminali, costituisce fortunatamente l’esatto contrario. Dovrebbe ad ogni modo chiedergli, se vuole con dolcezza ma fermamente, di farla finita di fare danni. O altrimenti dissociarsene con nettezza e chiarezza. Non in nome di una qualche “ortodossia” fortunatamente tramontata a tutte le latitudini, ma di elementari principi di rispetto della persona umana e di promozione di una convivenza pacifica e proficua fra gli esseri umani, che costituiscono parte integrante e irrinunciabile del patrimonio ideale di ogni forza autenticamente rivoluzionaria.